lunedì, luglio 13, 2015

#rockthecrop e #rocktheshorts per un'estate libera dalla dittatura dello 'stile differenziato'

#rockthecrop e #rocktheshorts
Recentemente anche qualche media italiano ha riportato la notizia dell'iniziativa delle blogger americane #rockthecrop in risposta a un 'consiglio di stile' riportato dalla rivista O di Oprah. In sostanza sulla rivista si affermava che solo le donne con lo stomaco piatto potevano permettersi di indossare il cosiddetto 'crop top', ovvero una maglietta corta sotto il seno che spesso scopre lo stomaco e che nelle ultime stagioni è stata di gran tendenza. Di tutta risposta il web, a partire dalle blogger plus size americane che si sono sentite prese in causa, ha risposto con le proprie immagini in top corto in tutte le taglie.


Una foto pubblicata da Tamar A (@tamaranitai) in data:


La risposta mi sembra un ottimo modo di far capire a i media che non hanno in pugno la nostra vita e i nostri comportamenti o l'accettazione o meno del nostro corpo, specie attraverso l'uso di consigli di stile restrittivi e molto generici che sanno più di body shaming che insegnamenti di moda. Purtroppo in Italia questo modo di parlare di abbigliamento è ancora il più diffuso sui media e io stessa sono stata oggetto di qualcosa del genere di recente.

Una pagina che si picca di dare da anni consigli alle donne 'curvy' e che non seguo proprio perché poco in linea con il mio modo di pensare, ha pubblicato il link al mio post sugli shorts definendolo un consiglio di stile, ma espresso con un punto di vista molto discriminatorio verso il mio peso e persino la mia età. Invece di dire che semplicemente non ritenevano gli shorts adatti a un fisico in carne secondo il loro parere (assolutamente soggettivo e per nulla autorevole), infatti, hanno usato come esempio di quanto 'intozzassero' e 'accorciassero' la figura rendendola poco elegante proprio il mio post, quando conteneva ben 4 outfit diversi su cui si sarebbe, in caso, dovuto argomentare singolarmente come e perché dessero effetti diversi alla figura.

Una foto pubblicata da @divadellecurve in data:


Tralasciando i gusti personali e soggettivi, nel mio post avevo specificato che non mi sembra giusto consigliare alla gente di coprirsi quando fuori c'è una estate particolarmente calda, del resto tutti i medici di turno consigliano in questa stagione proprio per questioni di salute (dove sono i 'salutisti' dei social in questi casi?? haha) di indossare abiti chiari, leggeri, traspiranti e freschi. La scelta degli shorts per me era proprio una dimostrazione pratica del fatto che chiunque può mettere anche i capi che vengono normalmente sconsigliati a curvy e plus size. La mia rubrica di styling, infatti, vuole proprio essere uno spunto per tutte coloro che non trovano esempi di nessun tipo su un corpo plus size per capi normalmente sconsigliati dalla stampa di moda italiana e discostarsi totalmente nell'intento dalle regole di stile fisse, pedanti e saccenti. 

Questo significa che per me non è un obbligo mettere certi capi se non piacciono, ma DEVE essere una scelta personale e nessuno deve essere offeso nel suo aspetto se fa una scelta piuttosto che un'altra. Se non piace basterà guardare altrove, o esprimerlo con rispetto, e noi potremo fare come ci pare per quanto ci riguarda. Io stessa scarto alcuni capi dal mio guardaroba, come i pantaloni a vita bassa, i tacchi a spillo, le culottes, ecc. per questioni pratiche e di gusto personale, non per questo dileggio il fisico di chi li usa.


Una foto pubblicata da @divadellecurve in data:

Per me un consiglio di stile reale (e non regola) deve tenere conto del taglio di un singolo capo specifico ed essere bene argomentato, possibilmente in modo positivo. Io non sono una stylist, posso al massimo dare un esempio di stile personale, ma ci sono modi in cui preferisco indossare un capo e non mi butto addosso a caso la prima cosa per riempire in qualche modo il mio blog. Per esempio gli shorts a vita alta indossati a vista mi piacciono sulle conformazioni a pera, ma su di me li preferisco con un top della giusta lunghezza. Questa è una mia preferenza personale perché mi piace ricreare una certa armonia che non è detto piaccia anche agli altri, tuttavia posso chiaramente dire perché preferisco indossare un capo in un certo modo piuttosto che un altro.

Siamo troppo abituati a questi consigli alla Miccio & Gozzi, che sembrano più un giudizio sul fisico della persona e il suo peso che reali consulenze di stile. La realtà è che non è l'unico modo di parlare di stile. L'abbigiamento è uno dei modi più diretti che abbiamo per comunicare noi stessi e sceglierlo considerando il nostro corpo un limite piuttosto che un mezzo influenza tantissimo il rapporto con la nostra immagine e con l'autostima. Proprio per questo per anni abbiamo sentito 'consigli così' dai media, perché chi ha poca autostima è più facilmente convincibile su mode e regole anche se non hanno senso. Non è edificante dire a una donna di vestirsi considerandosi 'sbagliata' in partenza e che l'unico modo che ha di valorizzarsi è di nascondersi il più possibile, tanto più che un vero consiglio di stile deve servire ad ampliare il proprio senso di stile e non a limitarlo.


Questo non significa che sia necessario andare in giro mostrando più del necessario, ma solo che possiamo considerare più opzioni di quelle che crediamo e che tutto va provato per capire se davvero vogliamo scartarlo o no.

Una foto pubblicata da @divadellecurve in data:
Da quando ho smesso di leggere i consigli di stile delle riviste femminili e ho cominciato a seguire solo blogger il mio stile mi fa sentire più libera e a mio agio e non il contrario, perché ho capito che posso decidere io. Io, per esempio, ho dei parametri di stile, ma sono miei e so che possono anche variare nel tempo perché sono un work in progress e non sono regole fisse ed è questo che mi piace di più.

Ho cominciato a considerare il crop top, gli shorts, il bikini, i top smanicati, il tubino solo negli ultimi anni, cose che mai avrei considerato prima, la differenza per me la fanno l'abbinamento e il taglio del capo (più il come del cosa!). La sensazione è quella di avere perso tanto tempo della mia adolescenza e gioventù a sentirmi diversa. I crop top, per esempio, su di me mi piacciono non troppo striminziti e con gonne svasate per bilanciare la parte superiore e quella inferiore.

Se un mio outfit non piace non deve essere perché infrange le 'regole d'oro dello stile delle donne in carne', in questo esistono solo pareri soggettivi e nessuno può ergersi a giudice di stile se segue regole così limitate, tanto più se si permette di applicarle a persone che ci mettono la faccia per dare un esempio di accettazione. Sarò contenta di sentire pareri diversi su chi apprezza o meno i miei outfit, ma non se comprendono appunti riguardanti il mio fisico o la mia taglia, perché quella sì è una cosa che reputo di dubbio gusto. Non tanto per me che tengo già in conto le possibili critiche necessarie a cambiare le teste, ma per tutte quelle donne, specie giovani, che ancora pensano che limitarsi sia una giusta punizione per la diversità.

Una foto pubblicata da @divadellecurve in data:


Quello che vi consiglio è di cominciare a fare come tante donne americane e di non pensare più allo stile come a una serie di regole punitive decise da altri. Quindi no, non metto gli shorts o il crop top perché sono 'coraggiosa', o perché non ho un minimo senso dello stile, ma perché scelgo di provare tutto per capire cosa piace a me su di me e vorrei che anche tutte le altre donne scegliessero per se stesse, non tanto per questioni modaiole, ma perché è un modo per non percepire più il proprio corpo come un limite.

Invito, pertanto, chiunque creda di apportare il suo contributo e condivda questo punto di vista a unirsi sui social con l'hashtag #rockthecrop condividendo il suo modo personale di indossare questo capo a qualsiasi taglia. Inoltre, mi è stato suggerito da qualcuno su Instagram di aggiungere anche l'hashtag #rocktheshorts se volete fare altrettanto con questo capo. Credo in Italia abbiamo bisogno di un messaggio anche più forte per i media e la stampa specializzata rispetto agli altri paesi, perché siamo ancora troppo legati a una vecchia mentalità limitante e soffocante. Naturalmente ricordo anche l'hashtag #bodyversitalia sempre valido per condividere i vostri post sui social che siano di outfit o temi legati all'accettazione dell'immagine!
 
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Autore Marged Trumper