lunedì, giugno 01, 2015

Il fatkini è diventato bikini - perché una plus size non andava in spiaggia

bikini plus size a righe
E' ricominciata la stagione balneare e ormai è il quarto anno che parlo della necessità di sdoganare costumi e spiagge per chi non è magra, nonché il quarto anno che indosso il due pezzi e ci metto faccia, corpo, smagliature, cellulite, rotolini ecc. semplicemente per dimostrare che l'estate è di tutti, specie a quelle persone che sono state convinte che non è così.

L'altro giorno, partecipando a una discussione su questo tema su qualche social, ho ripensato alla sensazione che mi procurava nell'infanzia e nell'adolescenza l'idea di mettermi in costume in piscina o al mare, specie in presenza di persone che conoscevo o da cui mi sentivo giudicata esteriormente. Era una sensazione di terrore, ansia e rifiuto, come quando devi andare dal dentista o addirittura a fare un'operazione. Derivava un po' dal modo in cui alcune persone nella mia vita mi avevano fatto sentire rispetto al mio corpo e al mio peso e a quello che doveva dire di me e, ovviamente, anche dal bullismo degli altri ragazzini quando sei grassottello (non grasso, perché da bambina quando c'erano dei bambini molto grassi si diceva che avevano una malattia e non si dovevano additare, ma noi grassottelli potevamo essere allegramente presi in giro con cattiverie e questa distinzione non l'ho mai capita all'epoca, ora so che si chiama ipocrisia).

Con gli anni questa sensazione si è un po' attenuata, un po' perché andavo al mare o in piscina in contesti al di fuori della mia cerchia di conoscenze, un po' perché il bullismo è meno pressante dopo l'adolescenza. Ricordo distintamente, però, il senso di inadeguatezza nel vedere gli orribili costumi proposti al mio fisico. Non capivo perché o dovevo mettere costumi dove usciva tutto o costumi da nonna, non c'era via di mezzo. Compravo due pezzi carini e troppo succinti per me, ma non avevo certo il coraggio di andare con tutto di fuori, questi due pezzi li indossava qualcun altro al mio posto, la stessa persona adulta che quando ero un'adolescente in crescita aveva trovato una crema per le smagliature nella mia valigia e per questo si era divertita a prendermi in giro facendomela gettare via in lacrime.

Oppure ricordo un due pezzi con lo slip un po' più alto che mi sembrava 'da tedesca', come si diceva da noi per definire uno stile un po' da turista di una certa età. L'alternativa erano costumi interi, pochi dei quali erano colorati o con fantasie giovani e, man mano che il mio seno cresceva, dovevano per forza essere con il ferretto, comunque difficili da trovare se non in stile anacronistico...

Man mano che le proposte moda mare diminuivano per me, prima ho cominciato a piantarmi sotto l'ombrellone immobile, poi ho cominciato a passare anni a dire che io in spiaggia non ci andavo perché mi dava fastidio la sensazione di scomodità e inadeguatezza. Non ero tanto io a provarla, me la facevano sentire le proposte di abbigliamento a me riservate. Trascorrevo l'estate in casa ormai non tanto per vergogna del mio corpo, ma soprattutto dei costumi che mi volevano fare indossare, che tra l'altro mi davano una sensazione di scomodità più che i vestiti. Per me il mare avrebbe dovuto essere relax e aveva così smesso di esserlo.

Anche se non ho avuto modo di andare in vacanza negli ultimi anni, ho comunque ripreso ad andare al mare. Non amo il caldo e la mia pelle fa le macchie al sole, ma mi piace l'acqua e mi piace l'idea di poter stare più libera che in città e poi è più salutare che stare in casa. La nostra società ci insegna che se abbiamo la pancia, le cosce che si toccano, la cellulite, le smagliature, i rotoli di ciccia o ciccetta non dovremmo andare in spiaggia perché ci sarebbe una 'prova costume' a cui attenersi, ma chiunque ha diritto ad andare dove vuole e a fare quello che gli pare, sul serio. Inoltre ci dicono tutto l'anno che chi è in carne non è in salute, ma si pretende che stiamo chousi in casa tutti coperti e questa è la grande contraddizione.

Però devo ammetterlo, ho ripreso ad andare al mare anche per un motivo nuovo, perché la moda mare per noi plus size sta cambiando, ahimè non in Italia, ma all'estero moltissimo, e ora anche noi troviamo qualche costume decente in più per noi. Questo di H&M+ l'ho trovato così comodo e adatto alle mie esigenze che lo ho preso anche in blu a pois fucsia, visto che non pensavo di trovare il mio bikini preferito a un prezzo così conveniente. Ha lo slip abbastanza alto da essere comodo ma non troppo da non scoprire un po' il busto. Il reggiseno regge ed ha la coppa conformata, non è troppo contenitivo e asciuga comunque abbastanza presto. L'inconveniente è che se avete meno di una coppa D non potrebbe essere adatto, ma ci sono tante altre proposte, vi rimando al mio post recente sui consigli per la moda mare 2015 per farvi un'idea. Io ho dovuto prendere una taglia in meno di reggiseno perché la mia era esaurita, ma tutto sommato non si vede troppo.

Insomma, quello che noi blogger plus size abbiamo chiamato fatkini da qualche tempo in reazione al concetto di prova costume -in pratica il bikini plus size- non è più un'eccezione alla regola ormai e anche noi possiamo andare al mare senza sentirci diverse. Per questo penso che finalemnte sia arrivato il momento di definire il bikini plus size, semplicemente, bikini.
bikini plus size a righe

bikini plus size a righe


bikini plus size a righe

bikini plus size a righe

bikini plus size a righe

bikini plus size a righe
dettagli dell'outfit:
bikini a righe H&M+ (anche simile qui**)
occhiali Accessorize (vecchia collezione, simili qui**)
infradito Kiabi
cappello H&M (anche simile qui** e qui**)
ombrellino cinese ebay** 

Potete guardare anche il mio video di recensione di questo modello di bikini 
 
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Autore Marged Trumper