#nodietday non è il giorno dello sgarro alla dieta

cioccolata
foto di da Dreamstime
Per me è un po' strano che il #nodietday si sia celebrato ieri. Per qualche coincidenza corrisponde al giorno in cui è nata la persona che fin da quando ero bambina è stata la prima a 'insegnarmi' che il mio corpo e il cibo erano da detestare e che il grasso era la mia colpa. Lo ha insegnato a me e ad altre persone della mia famiglia e un po' tutti siamo cresciuti con questo peso, prima psicologico che fisico, e questo ha determinato la sofferenza anche attraverso disturbi alimentari gravi in alcuni miei cari.

Da alcuni anni grazie all'esempio e all'informazione che ho ricevuto soprattutto attraverso la rete e in inglese, mi si è aperto un mondo che prima pensavo inconcepibile e che ha cambiato e sta cambiando moltissimo il rapporto con la mia immagine anche se il mio percorso è cominciato qualche tempo prima. Il fatto di non essere costantemente ossessionata dal paragone con chi non era come me, dal terrore del numero sulla bilancia o sull'etichetta dell'abito, dalla connessione tra il cibo e la colpa, il fatto di non credere di meritare amore se non una volta raggiunta una certa immagine o forma fisica sono diventati finalmente familiari dopo 30 e più anni della mia vita. 

Ebbene, proprio dall'estero viene anche questa iniziativa cominciata da Mary Evans Young e che è diventata un po' anche la giornata per l'accettazione del corpo. Su questo blog non parlo mai di dieta, parlo di come mangio a volte, delle mie scelte alimentari, ma nessuna è più dettata dall'obiettivo di perdere peso da diversi anni. Come chi conosce l'argomento sa, accettarsi non significa abbandonarsi al cibo spazzatura e all'incuria del proprio corpo, significa invece fare il contrario esatto, ma farlo con consapevolezza e con un fine tangibile nell'ora e adesso. Il benessere che si trae dal mangiare le cose che fanno bene al nostro corpo, senza affamarsi e senza demonizzare, ma ascoltandolo con attenzione, è uno scopo che si ottiene nell'immediato. Affarmarsi con l'obiettivo di perdere tot chili è un ideale non immediatamente concreto, che crea frustrazione e ansia in molti, specie coloro che sono convinti che il raggiungimento di una certa forma fisica risolverà tutti i loro problemi di accettazione perché così gli è stato inculcato.

no diet day
Negli ultimi anni la notizia del no diet day rimbalza anche sui media italiani e in rete e ho visto che ieri molti ne parlavano. Lì per lì la cosa mi ha rincuorato, finché non mi sono soffermata a leggere. Ho capito che per il 90% delle persone era la giornata dello sgarro alla dieta. E' vero, La Evans ha proposto questo giorno come giorno in cui non pensare alla dieta per sensibilizzare alla questione, ma per rifletterci e capire perché si dice no al concetto di dieta. Dieta come questione prettamente estetica e commerciale. Ma vedere su instagram montagne di cibo che inneggiano al no diet day che cosa mi fa capire?

Lo sgarro alla dieta (per poi riprenderla immediatamente il giorno dopo, specie se associata al concetto di prova costume) ha senso solo nel contesto della mentalità della dieta intesa in modo nocivo. A chi può far bene affamarsi e abuffarsi -come ovvio risultato dell'affamarsi- a intermittenza? Inoltre, che si segua una dieta cosiddetta equilibrata o meno, è l'atteggiamento con cui si segue il regime ad essere messo in questione dal no diet day. Non si dovrebbe nemmeno parlare di perdita di peso, se non in una sede medica dove davvero questo è richiesto, la dieta come concetto frivolo non dovrebbe nemmeno esistere. Mangiare bene dovrebbe essere automatico e naturale, non imposto. E solo chi si impone un regime sente il bisogno di sgarrare e lo vede come uno sfogo liberatorio.

I detrattori spesso pensano che questa mentalità sia contraria allo stile di vita salutare, molto pochi comprendono che una via alternativa può essere la ricerca di una via persino più salutare. Il modo in cui la vedo io è che non è il cibo sano che va evitato, ma l'ossessione del concetto di dieta in senso estetico e in senso idealizzato. Non credo nell'ossessione di porsi un modello ideale, ma nella ricerca di quello che è meglio per noi come individui nella nostra unicità.

Questa faciloneria con cui si intende il no diet day come 'festa dello sgarro alla dieta' la vedo sia da chi lo apprezza che da chi non lo apprezza, ma il problema è che se davvero ci si vuole liberare dall'ossessione della dieta ci si deve liberare anche dal concetto nocivo di sgarro se no non si può capire cosa sia l'accettazione. 

Altri articoli che ho letto ritirano fuori i luoghi comuni che ritraggono le 'donne con le curve' come le migliori, qualsiasi cosa questo voglia dire. Porre un modello come migliore è di nuovo contrario all'idea di accettazione e liberarsi dalla dittatura delle diete a fini estetici deve comprendere anche il rifiuto della ricerca dell'approvazione altrui, specie quella maschile che sessualizza il rapporto con l'immagine a tutti i costi.

Non sono d'accordo nemmeno con chi crede di sensibilizzare contro i pericoli dei disturbi alimentari con l'allarmismo e foto e notizie shock, le persone hanno solo bisogno di smettere di identificare il cibo con la vergogna e la colpa, di smettere di identificare il corpo e la diversità esteriore con il loro valore umano e questo si può passare solo attraverso esempi positivi di accettazione e diversificazione e un atteggiamento nuovo, mentre demonizzare serve solo a creare altre ansie e ad alcuni a proporsi come paladini del bene senza meditare su un messaggio positivo.

Sono cose che ho detto altre volte in questi anni di blogging, e spesso preferisco far parlare le immagini per me, continuare a ogni taglia a metterci la faccia, anche quando -devo dire non spesso ormai- qualcuno commenta che dovrei vergognarmi per come sono o vestirmi adeguatamente alla mia taglia, che in quel caso significherebbe coprirmi, nascondermi e fingere di non esistere. Ma voglio ribadire i concetti a cui sono arrivata e a cui tengo perché vedo che in Italia ancora sui media prevale il vecchio luogo comune utile a far baccano sui social, scatenare le polemicucce e non arrivare a nulla di nuovo.

Non lo tollero perché purtroppo ho avuto la brutta esperienza di perdere per sempre chi non si accettava, anche dopo che aveva ottenuto un corpo definito 'perfetto' al prezzo della salute. La salute si può ottenere solo attraverso l'amore e l'accettazione nel mio modo di vedere le cose e per la mia esperienza personale, dobbiamo smettere di parlare di dieta come sinonimo di salute. Per alcuni lo è e lo rispetto se inteso in certi termini specifici, ma il contrario della dieta non è la morte, non è la malattia, non è l'abbandono, non è l'incuria. Non è un parere, io so che è un dato di fatto.

Se in Italia non c'è nessuno che parla in maniera corretta di questi temi io continuerò a sentire il bisogno di farlo e vivo il mio ennesimo no diet day anche oggi come tutti gli altri giorni dell'anno.
 
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Autore Marged Trumper

 

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