Mostrare un corpo nudo o in intimo aiuta l'accettazione?

la selfie in costume di Samm pubblicata da la Repubblica
Alcuni giorni fa leggo un titolone su La Repubblica che riguarda Samm, una ragazza americana plus size che ha condiviso le sue foto in costume e in intimo sul suo profilo privato di Instagram, pare che qualcuno non abbia gradito, abbia segnalato come inappropriate le immagini (non di nudo) e che per questo il social network le ha eliminate, salvo poi ritornare sui suoi passi e riammetterle.

Non ho ancora ben chiaro se tutto il caso sia o meno frutto di un semplice errore di Instagram, so che la foto in costume di Samm (una selfie allo specchio del suo bagno) la ritrae con lo stesso modello di Swimsuitsforall che ho indossato anche io per il Lookbook costumi 2014 del blog e che non è nemmeno particolarmente succinto. Personalmente ho visto molto body shaming su internet verso i grassi, principalmente quello che gli americani chiamano 'concern trolling' e che usa come 'scusa' il fatto che essere grassi faccia male alla salute spesso con la strana convinzione che i grassi debbano nascondersi (in particolare le donne) perché la sola loro vista istigherebbe gli altri a essere grassi. 

Questo body shaming è a tutti gli effetti una forma discriminatoria, spesso anche condita di comicità e socialmente accettata come legittima e avviene, ovviamente, in community che non sono plus size-friendly. Il tutto succede che si veda una foto di una donna grassa vestita, in costume, in intimo o nuda, senza distinzione. E' come se la donna grassa che non si vergogna di se stessa e del suo corpo fosse sempre considerata deplorevole e in un certo senso nuda. Ed è così che spesso si sente vedendosi in foto una donna grassa che non si accetta: nuda.

Sul giornale è brevemente citato anche il caso della scrittrice italiana plus size Caterina Cavina, alla quale è stata segnalata e rimossa una foto su facebook che la ritraeva in un nudo artistico, anche se questo non mostrava parti intime o capezzoli se non il fondoschiena. Preciso che a me la sua foto di nudo non dispiace perché è un ritratto di nudo ben fatto, ma posso anche capire che un nudo potrebbe non essere apprezzato da tutti su un social network pubblico e se io ne postassi uno e lo rimuovessero non mi stupirei più di tanto. La scrittrice afferma, però, di avere ricevuto messaggi da un gruppo facebook che l'avrebbe segnalato affermando di averlo fatto perché era grassa e la foto la ritraeva troppo bene per i loro gusti. Anche questo può essere plausibile conoscendo i social, resta il fatto che l'accettazione di Facebook della segnalazione di un nudo che non mostra parti intime è comunque discutibile.

Ma il fatto che spesso si colleghino foto di nudo o intimo al discorso dell'accettazione del corpo mi ha fatto riflettere un po'. Che la donna usi la nudità come rivendicazione di una sua femminilità autogestita non è nuovo e per questo si ritrova spesso anche nell'attivismo per l'autoaccettazione del corpo femminile grasso e non, specie americano. Un social molto impregnato di questo tipo di attivismo è sicuramente tumblr, dove molte donne in carne condividono foto (con o senza viso) del loro copo nudo o in intimo indugiando su smagliature, cellulite e rotoli per affermare la loro accettazione di un corpo 'non perfetto' come quello ritratto dai media ufficiali.

La questione della condivisione delle foto su blog e social di foto di corpi sovrappeso con costumi da bagno, per me, è diversa. Il nudo e l'intimo non si mostrano in pubblico, mentre il costume sì ed è un fatto molto meno personale e più volto a dare un esempio vero e proprio a chi è convinta che un corpo grasso non meriti un costume da bagno. Quello che una foto pubblica in costume di una donna grassa può rappresentare l'ho un po' discusso in un recente post sulla storia del bikini e lo distinguo bene dal valore della condivisione di un nudo o da una foto di intimo, che sono rappresentazioni molto personali ed esclusive. Naturalmente una foto, anche quando si è vestiti, implica una qualche forma di piacere nel condividersi, ma personalmente distinguo molto la condivisione che ha come semplice scopo la promozione di un prodotto o di un personaggio (anche se siamo noi stessi) e quella che invece ha un contenuto o un messaggio più pregnante, esplicito o meno.

Per esempio, ricordo qualche anno fa di una ragazza tunisina che aveva pubblicato su facebook la sua foto a seno nudo e aveva fatto molto scalpore nel suo paese. Lì per lì ho pensato che fosse la solita ragazzina poco consapevole del mezzo comunicativo, ma poi l'ho sentita intervistare in un programma e lei e il suo gesto mi hanno davvero molto colpito. Pur essendo molto giovane, parlava di come il corpo femminile spaventasse l'uomo nella sua cultura e per questo lei l'aveva usato per dare un segnale di affermazione femminile molto coraggioso. Da allora era stata costretta a nascondersi ed era stata accolta dal movimento femminista delle Femen russe, notoriamente abituate a usare la nudità del proprio corpo pubblicamente per scopi politici.

Tuttavia, pare che la ragazza si fosse poi dissociata dal movimento e lo aveva abbandonato e la cosa non mi aveva stupito, anche in base all'impressione sommaria che ho avuto io del movimento poi confermatami da alcune polemiche lette online. Infatti, spesso le azioni di disturbo delle Femen non hanno un messaggio chiaro e ben articolato quanto quello che avevo sentito esprimere alla ragazza nell'intervista.

Tutto questo per dire che la nudità femminile come atto dimostrativo può essere per me valida, ma solo se ha un significato ben chiaro, consapevole e articolato a mio avviso, non come sfogo personale e casuale per cercare consensi personali, se no può perdere la sua incisività ed essere facilmente scambiata per esibizionismo, oppure ancora può dare l'impressione a chi lo prende come un esercizio di autoaccettazione, senza però essersi ancora accettata, di avere raggiunto una consapevolezza che poi nella vita reale non ha. 

La giornalista de La Repubblica Guia Soncini che parla di Samm, a parte mostrare la foto in costume della ragazza, ma non quella in intimo con pancia e cellulite in vista e quindi più facile bersaglio di anonimi troll e hater, conclude che secondo lei più offensivo del fatto di essere bannate da un social per una foto che mostra la ciccia è il fatto di dover 'giustificare' con un atto dimostrativo o un messaggio di accettazione il fatto di condividere un corpo grasso pubblicamente.

la copertina di vogue dedicata alle top model curvy
Come donna grassa che spesso condivide le proprie foto vestita e in costume per motivazioni che chi mi segue conosce bene, posso dire che condividere una propria foto con un messaggio non è offensivo, spesso è anche molto motivante visto che se fosse stato solo per condividermi pubblicamente lo avrei trovato poco interessante, ma per il momento è ancora utile, almeno a leggere molte delle mail che ricevo di donne che hanno ripreso a vivere la loro vita in modo meno limitato proprio a seguito di una foto condivisa.

Se poi una donna in carne decide di condividere pubblicamente una sua foto di intimo o di nudo che non violi delle normative delle community dove la pubblica, io penso che non sia giusto che un social si regoli diversamente con le segnalazioni rispetto a quando il soggetto è snello. Premesso che per me la libertà di condivisione e di non essere discriminate dai social è sacrosanta, dico anche che un nudo o una foto in intimo di una donna di qualunque taglia deve trasmettermi qualcosa per avere un senso.

Anzi, a volte l'idea che fotografare una donna nuda sia un atto di grande affermazione mi infastidisce perché l'intimità del corpo di una donna non va sprecata in vano pubblicamente senza una consapevolezza, così come il rapporto di una donna con il suo corpo nudo è qualcosa di molto personale e va espresso con molta sapienza altrimenti si rischia davvero di passare un messaggio sbagliato. Sono, infatti, convita che il vero tabù dei nostri tempi è la foto di una donna grassa vestita (bene) come piace a lei e non agli altri o agli uomini. 

alcune delle Femen russe
le Femen russe che dimostrano nude proprio per la ragazza tunisina che ha condiviso la sua foto nuda su internet e chiedono a tutte le donne di dimostrare per lei a seno nudo
 
Sono foto che non vediamo quasi mai, specie sui media italiani. Mi viene in mente il famoso editoriale di Vogue con le modelle plus size tutte in lingerie sexy come se il corpo voluttuoso non potesse apparire in un contesto 'normale', ma restare relegato alle lenzuola. E quelle erano immagini d'autore bellissime, ma l'impressione era che la potenzialità di una copertina plus size rara fosse stata sprecata per restare nell'ideale dell'immaginario maschile. Infatti pare che far scalpore con campagne di donne grasse nude che 'osano accettarsi come sono' sia una grande rivoluzione, il più delle volte suscita solo morbosità in chi non capisce cosa significa accettare il proprio corpo in ogni situazione e momento della vita e le collega allo stereotipo della donna carnale.

Oggi è molto semplice condividersi in intimo pubblicamente, si va alla toilette, si scatta una selfie, la si pubblica sui social e si ricevono like e commenti all'interno della community protetta dell'attivismo grasso. Ma chi crede che l'accettazione stia in una semplice foto e prescinda da un percorso più profondo è davvero pronto a sapere cosa può scatenare quella condivisione?

Poco tempo fa una blogger americana molto attiva nella condivisione dei suoi 'fatkini', Rachel, è stata invasa da un esercito di troll e si è accorta che nella sua vita non era pronta ad affrontarli. Ha chiuso il blog che da un giorno all'altro ha cessato di esistere. Il suo messaggio forse aveva l'illusione di essere protetto da una comunità chiusa, mentre la condivisione pubblica può valicare quella soglia. C'è chi, come la blogger Gabifresh, che più di tutte ha diffuso il messaggio del fatkini, ignora da signora gli hater, però sente la necessità di cantargli una bella canzone ogni tanto. 

Per donne così la condivisione di una foto  in un contesto di accettazione non è una scusa autoghettizzante per essere libere di condividersi, ma un modo di prendere posizione chiara e aggiungere la propria voce a un movimento con un messaggio chiaro, articolato e necessario. Certo, non è facendo la gara a condividere la propria foto più discinta possibile a casaccio magari per cercare consensi sessuali dai feticisti della ciccia che l'accettazione di sé si stimola, né penso che una persona che non si accetta cominci improvvisamente a farlo perché condivide la foto della sua pancia nuda. Una foto non dovrebber servire tanto a far vedere quanto me ne frego di avere la cellulite o quanto questa può attrarre consensi maschili, ma piuttosto a mostrare che le persone non sono tutte come le ritrae la pubblicità o la televisione e chi non è così deve smetterla di sentirsi 'anormale'. 

Voi come la pensate, al di là che un social network non dovrebbe discriminare tra segnalazioni di donne magre o grasse, pensate che una foto di nudo o in intimo sia di per sé utile a stimolare l'accettazione del corpo?
 
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Autore Marged Trumper

 

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