martedì, febbraio 18, 2014

Il medico grassofobico è più pericoloso del grasso - una esperienza diretta

salute e peso corporeo, i pregiudizi pericolosi di alcuni medici
Riprendo un tema affrontato qualche tempo fa in un post sul medico che non sa rapportarsi con il paziente e tende a colpevolizzarlo per i suoi problemi di salute con un atteggiamento diffuso di discriminazione generalmente accettato e anzi incoraggiato nell'ambiente medico verso il paziente in sovrappeso e obeso. In quello stesso post accennavo a una mia vicenda personale in questo senso capitatami di recente.

Oggi, alcuni mesi e un intervento dopo, ho pensato che fosse utile condividere la mia intera vicenda, non tanto per il puro 'piacere' di lamentarmi, ma per dare prova concreta di quanto sia importante rendersi conto che ogni paziente ha pari diritti e sia giusto pretendere di essere assistiti come chiunque altro.

Premetto anche che a oggi i miei problemi di salute riguardo a questo episodio sono molto migliorati anche se non ancora risolti del tutto e seguire una routine di maggiore esercizio fisico e attenzione alla mia alimentazione (no, non mi metterò a calcolare calorie o pesare cibi, né seguire scalette, perché le trovo tutte pratiche che non migliorano il rapporto con il cibo, anzi) in una fase di stress acuto della mia vita sarà fondamentale per evitare eventuali altri problemi, tuttavia sono sempre stata in sovrappeso nella mia vita a vari livelli e il mio ciclo è sempre stato abbastanza regolare e presente, quindi so che non basta avere un eccesso di peso, come sostengono molti medici, per avere sbalzi ormonali e un ciclo irregolare o inesistente.

I miei problemi sono cominciati oltre sei mesi fa in concomitanza con miei problemi familiari seri, ho notato che la durata del ciclo aumentava e poi magari saltava un mese. A un certo punto il ciclo non si è più interrotto proprio e questo per ben quattro mesi. Allo stesso tempo il ventre si era molto gonfiato ed ero aumentata di una taglia in vita, ma da nessuna altre parte, cosa che io imputavo a un ingrassamento da stress e che avrei sottovalutato se non ci fosse stato il segnale del ciclo. Nel frattempo prima mi sono recata in un pronto soccorso dove hanno accertato che gli esami del sangue fossero a posto e mi hanno consigliato accertamenti ginecologigi che loro non potevano fare, quindi sono andata da una dottoressa del consultorio, proprio perché non potevo in quel momento permettermi una visita privata. 

La dottoressa appena sono entrata e ho spiegato il problema del ciclo mi ha subito detto che non le serviva nemmeno un esame per la verifica dei livelli ormonali, ma mi ha subito prescritto una cura ormonale dicendosi certa che solo vedendomi aveva chiaro il problema e che, anzi, non avrei nemmeno dovuto curarmi se prima non facevo un intervento bariatrico per perdere peso. Questa affermazione, per quanto abominevole, non è un'eccezione, in quanto ho scoperto che in America ci sono dottori che si rifiutano completamente di curare pazienti grassi proprio relativamente a interventi ginecologici, come se questa caratteristica non li rendesse nemmeno degni di essere curati.

Io le ho detto che certi interventi non si decidono con leggerezza e lei mi ha risposto che le strutture mediche erano preparatissime e non avrei avuto nessun problema, inoltre si è rifiutata di visitarmi, perché affermava che fossi troppo grassa per poter essere visitata. L'unica cosa che ha fatto è stato, oltre a prescrivermi la cura ormonale da inizare subito, prenotarmi un'ecografia per il mese successivo, ma io sono uscita arrabbiatissima e molto umiliata dal comportamento superficiale e pregiudizievole di questa donna.

Mia madre, che mi aveva accompagnato, mi ha consigliato di aspettare l'ecografia, ma io ho capito subito che questo era il classico medico da cui non andare più. Se mi fosse capitato qualche anno fa, probabilmente sarei tornata a casa in lacrime, mi sarei data la colpa dei miei eventuali problemi e mi sarei vergognata di ripresentarmi da un qualsiasi medico, nonostante l'emorragia in corso, oltre che terrorizzata all'idea di dovermi davvero sottoporre a un intervento bariatrico.

Ma mi è capitato, per fortuna, ora che so di avere dei diritti come paziente. Ho, quindi, deciso di rivolgermi a un altro medico, questa volta privato per poterlo scegliere io, che mi facesse anche subito l'ecografia quindi. Dall'ecografia è risultato che avevo una cisti ovarica molto grande che doveva essere rimossa con un intervento. Questo non lo avrei probabilmente nemmeno saputo da una dottoressa che chiede ai suoi pazienti in sovrappeso forte di non presentarsi da lei se non dopo l'intervento bariatrico e, sicuramente, non mi aveva invogliato a farmi proseguire gli accertamenti richiesti da lei.

Questa vicenda mi ha fatto anche rendere conto che invece di ascoltare davvero il mio corpo, che mi segnala sempre tutto in maniera infallibile, ho innescato un vecchio retaggio imputando inizialmente il problema a un ingrassamente e mi ha insegnato ancora di più l'importanza di ascoltare più attentamente i messaggi che mi manda il mio corpo. Di certo, l'atteggiamento della prima dottoressa non mi ha aiutata a ragionare in maniera corretta, ma per fortuna ho preteso una diagnosi più seria con un secondo parere.

Questo passaggio non è da sottovalutare, perché una cisti ovarica avanzata come la mia, specie sotto sforzo (e io in quei giorni sono stata anche costretta a un trasloco forzato) può scoppiare da un momento all'altro e mandarti d'urgenza all'ospedale con rischio di emorragie interne molto pericolose, come ho saputo che è successo anni fa alla presentatrice Licia Colò per esempio.

Sono, quindi, andata a fare la visita per farmi prescrivere l'intervento e ho scelto un ospedale con buona fama, ma non grande e dispersivo come quello della mia città, e la scelta si è dimostrata molto saggia. Lo dico anche perché in un precedente ricovero mi era stato spesso sottolineato il fatto del peso anche se non c'entrava con il problema che avevo avuto all'epoca. In qualche modo mi aspettavo i soliti discorsi, ma sono stata piacevolmente sopresa della delicatezza con la quale mi hanno trattata oltre al servizio molto buono in generale.

Nessuno ha consigliato interventi bariatrici & co. senza che ce ne fosse motivo, l'intervento è andato bene e sono riusciti anche a farlo in laparoscopia, sebbene inizialmente non era certo che fosse possibile con il mio peso. Ora la durata del ciclo si è ridotta, ma devo stare a vedere e fare molta attenzione a non alimentare i miei livelli di stress già alti.

Non c'era nessuna necessità impellente di fare interventi bariatrici per risolvere questo problema e se si fosse aspettato ancora avrei rischiato grosso. Per questo vi dico di non accontentarvi di un parere superficiale e troppo condito di pregiudizi del primo medico che vi vede, cercate un professionista serio che vi prescriva tutti gli esami e accertamenti necessari non appena ne avete bisogno e che non trovi la scusa del vostro peso per scaricare a voi la responsabilità di una diagnosi.

Se tornassi indietro avrei anche detto quattro parole a questa donna, perché se al posto mio ci fosse stata una persona più giovane o più insicura, magari si sarebbe sentita a disagio con se stessa e non avrebbe fatto maggiori accertamenti. Per questo posso affermare che il pregiudizio verso il paziente grasso è molto più pericoloso del suo grasso stesso e va contestato e combattuto. Inoltre, avere un atteggiamento di accettazione della realtà non alimenta i vostri sensi di colpa verso il vostro fisico e quindi facilita l'approfondimento del problema con accertamenti, esami e pareri medici seri e rispettosi.

Voi avete esperienze in merito? Mi piacerebbe condivideste il vostro rapporto con il medico o episodi particolamente dannosi in questo senso che avere riscontrato

 
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Autore Marged Trumper
foto credit: dreamstime.com