10 cose che NON fanno la differenza per un blogger

Questo post è stato ispirato dai messaggi che spesso mi arrivano per richiedere consigli su come migliorare il proprio blog e fare la differenza. Io non sono una vera esperta dell'argomento, anche se l'ho già trattato in modo generale, ma posso portare la mia esperienza e più ne vedo, più ne posso dire su quello che distingue un blogger dagli altri.
Certo, non è detto che un blog con molta visibilità non faccia una o più cose di questa lista, così come non è detto che chi ci si attiene diventi il blogger dell'anno, ma posso dire che il secondo è il tipo di blogger che mi fa venire voglia di leggerlo e cercarlo. 

1. Curare estremamente solo l'aspetto esteriore del proprio blog
E' un po' come una donna molto curata esteriormente, che poi apre la bocca e non sa espriemersi correttamente o esprime solo concetti vuoti. Le foto curate sono belle, ma ci vuole equilibrio tra le varie componenti di un blog. E' vero che per alcuni blog l'immagine può valere come contenuto e avere molta importanza, ma allora quel contenuto non va comunque sminuito con un testo sgrammaticato, l'inglese maccheronico o cose del genere... Lo stesso si dica per la grafica, una bella grafica fa certo la differenza, ma come una cornice, se il quadro in sé non è granché poco cambia la cornice.

2. Avere un numero assurdo di commenti e follower se poi sono fini a se stessi
Questa è una cosa molto italiana, seconda me, vista soprattutto tra alcuni fashion blog,  probabilmente a imitazione di grossi blogger stranieri. In realtà la vecchia qualità continua a fare la differenza rispetto alla quantità per chi prende il blogging come una faccenda costruttiva (che sia un hobby o meno). Il buon contenuto a volte genera commenti, altre volte solo visite o condivisioni, ma se è buono prima o poi una delle tre cose le genera, se non tutte. Il fatto che un blogger ricorra a 'mezzucci' per gonfiare numeri non si vede tanto da quali persone o gruppi segue su facebook come qualcuno ha cercato di far credere, ma si capisce piuttosto osservando i commenti che riceve sul blog e sui social. Ha interazioni reali con persone verosmili che commentano in modo pertinente e argomentato? I suoi follower sono in gran numero di paesi italiani e non di paesi astrusi? Il numero dei suoi follower corrisponde alla quantità di interazioni che riceve? Questo è sufficiente per capire se si faccia uso di acquisto al chilo da Tirana di follower, piuttosto che di plugin che autogenerano centinaia di commenti in arabo e spam. In quanto allo scambio commenti, non è una pratica esoterica, la si riconosce in quei blog che hanno solo commenti di questo tipo: 'ciao amore, sei bellissima, vieni a trovarmi www.ilmiolink'.

3. Dare più attenzione agli altri blog che al proprio
Quando si entra nel 'circuito' e si seguono i discorsi che girano, o si viene in contatto con altri blogger che conoscono il 'circuito', si scopre che c'è un mondo parallelo fatto di associazioni, di gruppi, di chi ha detto cosa e perché ed è un vortice molto beffardo, perché invece che ispirarsi alle voci importanti, quelle che destano stima reale, si imparano volenti o nolenti i retroscena meno importanti. Alcune persone hanno talento (anche quello lo è, penso) per lavorare nel retroscena, ma per chi è interessato a curare il contenuto del proprio blog piuttosto che a contare le visite giornaliere non c'è cosa più deleteria. Se siete questo secondo tipo di persone e notate ostilità gratuita da qualche parte, tirate dritto per la vostra strada e continuate a fare le vostre cose. Si conoscono anche belle persone interessanti, ma ricordate che, come nella vita, non sono per forza quelle che vi accolgono subito a gran sorrisi o con grandi parole di lusinga. Il buon lavoro viene sempre ripagato in qualche modo, questa è una certezza, ma non fatevi rubare l'ispirazione genuina dalle chiacchiere.

4. Collaborare con tutti a tutti i costi
Quando si comincia a bloggare sulla strada giusta prima o poi arriva anche l'attenzione di aziende e pr interessati alla vostra visibilità. Non stupitevene, non vi stanno facendo un omaggio caritatevole e accettarlo non significa 'approfittare'. Anzi, in alcuni casi è anche vero il contrario. Molti neoblogger fanno l'errore di pensare che  rifiutare le lusinghe degli omaggi sia quasi maleducato, ma non vi stanno facendo un favore, a meno che non siate così poco visualizzati da non giustificare il loro interesse. Io sono una di quelle blogger che se il prodotto da recensire è interessante da testare per chi mi segue e coerente con il mio contenuto accetta la recensione su omaggio, ma c'è una selezione alla base e non basta proporre un omaggio a caso per ottenere una delle mie recensioni, inoltre ricordate che chiunque chiede scadenze o condizioni troppo vincolanti sta chiedendo il vostro impegno e lavoro e magari vi invia un oggetto che gli costa sicuramente meno di altra pubblicità meno efficace. La questione è che per aziende e pr voi siete esattamente dei publisher e vi contattano in un contesto che per loro è lavoro, non beneficenza. Insomma, che decidiate di collaborare solo su retribuzione, di non farlo per niente, o di accettare di recensire alcuni omaggi è a vostra totale discrezione, ma se volete comunque fare la differenza piuttosto la parola d'ordine è selezionare.

5. Bloggare solo per guadagnare
Se al punto precedente parlo apertamente di collaborazioni, omaggi e retribuzioni è anche vero che i blog non nascono con quello scopo primario. In poche parole, se volete far sembrare il vostro blog una semplice vetrina pubblicitaria priva di altro contenuto, potete farlo, ma non attrarrà interesse. Al massimo potrebbe attrarre persone che vogliono sapere chi vi manda ricchi premi e cotillons e desidera cominciare a sua volta una vetrina pubblicitaria scintillante. Ci sono anche blogger che cercano di fornire contenuto utile sul quale guadagnano e quello è un mestiere vero e proprio che va fatto con molta sapienza e non ci si può aspettare che chiunque abbia un blog sia subito un professionista e pretenda di guadagnarci regolarmente. Non è questione di quanto ci si investa, ma di talento nel fornire contenuti e farlo in modo abbastanza attraente. Ci vuole impegno e non tutti sono destinati. Altri ancora riescono a dare del buon contenuto solo se lo fanno per pura passione senza guadagnarci, allora in quel caso è meglio capire che cosa ci dà soddisfazione. Un blogger insoddisfatto di quello che fa non è un blogger efficace. Se volete, tuttavia, approfondire la questione di collaborazioni e blogger, ne ho già parlato qui.

6. Sminuire gli altri blogger pubblicamente 
Non sembra, ma questa è una delle pratiche più diffuse, le metodologie sono varie e disparate: c'è chi attacca il blogger di turno direttamente con nome e cognome o con foto sui canali pubblici senza scopo utile (attenzione, perché questa pratica è penalmente perseguibile!), c'è chi crea schiere di profili fake con nomi e foto improbabili con i quali da una parte lo attacca e dall'altra, guarda caso, pubblicizza un altro blog della stessa nicchia, oppure ancora c'è chi crea finti post di denuncia con pure illazioni e senza portare nessuna prova reale (ma intanto ha messo la pulce nell'orecchio). Tutto questo perché non si sente adeguato a una competizione sulla pura base delle sue capacità. Vi assicuro che se un blog è davvero poco degno di nota non c'è bisogno di sminuirlo diffamandolo, sarà il suo contenuto e l'atteggiamento di chi lo tiene a parlare da solo. Di sicuro, a nessun follower interessano le scaramucce personali degli altri. Se avete l'impulso di esternare una antipatia personale, che nella vita può capitare, non fatelo sul blog o sui social

7. Dare troppa importanza alle classifiche e alle agenzie di comunicazione
Questo errore lo possono fare in molti. Nel tempo, per esempio, molti hanno criticato aspramente o hanno dipeso eccessivamente dalla classifica Les cahiers. Io, che ci sono spesso stata inclusa, non ho visto particolari differenze tra la mia inclusione e il mio rapporto con le aziende o i pr, l'unica forse è che mi contattano più aziende che non interessano la mia nicchia e quindi per me significa solo leggere più comunicati stampa. La vera importanza che classifiche come questa hanno gliela danno soprattutto i blogger stessi ed è solo per questo che ora questa classifica in bene o in male è sulla bocca di tutti. Ognuno può e deve rispondere del suo blog più di ogni altra classifica e questo è quello che conta. Per quanto riguarda aziende e pr, ricordate che la gentilezza e il rispetto sono fondamentali, ma non vale mai la pena farsi piacere un prodotto a tutti i costi solo per sostenere quello o quell'altro, chi segue un blog cerca un punto di riferimento alternativo alla classica pubblicità e non vuole trovarne un clone.

8. Non dare spazio ai nuovi arrivati
Quando ho cominciato il blog, c'erano pochissime blogger per l'argomento in Italia. Questo, prima di capire che potesse anche essere un'opportunità per far sentire la mia voce personale, mi faceva sentire limitata nello scambio di opinioni e ho cominciato a seguire le poche che c'erano, addirittura per un periodo ho anche portato avanti un network che le racchiudeva, ma purtroppo non tutti comprendono questo spirito di condivisione. Eppure, le novità portano sempre stimoli a migliorarsi e ad arricchire l'argomento quindi sono sempre positive, l'importante è che non ci sia solo opportunismo alla base del cosiddetto 'networking'.

9. Spammare
Di questo ho parlato anche in un vecchio post sul come cominciare a tenere un blog. Molti blogger alle prime armi pensano che spalmare il proprio link in più posti possibile sia utile, ma non è così. Nessuno clicca su un link se non è invogliato da un motivo concreto e può anche infastidirsi se trova link dove non dovrebbero esserci. Postate dove sapete che vi è permesso, che è pertinente e non esagerate. A volte, come si dice, il troppo stroppia. E se si commenta un blog altrui, posso dire per esperienza che un commento che appare puramente autopromozionale attrae a visitare un altro blog molto meno di uno pertinente. E' vero, però, che per lasciare un commento pertinente si deve leggere quello che si commenta. Quindi concentratevi sul poco, ma buono, perché ripaga di più.

10. Fare quello in cui non si crede
A volte il limite di alcuni blog è quello di essere molto autocelebrativi e basta. Se si ha tanta personalità e potenzialità da vera icona questo può anche funzionare, altrimenti è importante stabilire un contatto con chi ci segue e legge, ma questo, a mio parere, va fatto in modo spontaneo. E' inutile presentarsi come il consigliere di turno, per esempio, se poi si ha poca o scarsa inclinazione a mettersi a disposizione degli altri. Se il blogger tal dei tali riscontra interesse dando certi consigli, non è detto che chiunque faccia lo stesso solo per imitarne le orme ne ottenga altrettanto. Non è tanto 'cosa' si fa, ma 'come' lo si fa. Inoltre, anche tenere un blog è un impegno, se il fine ultimo è solo usarlo come trampolino della fama e del grande guadagno e si sottovaluta il suo potenziale comunicativo, si resterà a metà strada. 

Che facciate queste cose e tante altre o meno, se vi distinguerete in qualche modo nel vasto panorama dei blog, state comunque pronti a ricevere accuse e insinuazioni prima o poi,  prendetelo come un effetto collaterale minore della visibilità, quello che conta è la vostra coerenza e per le persone che interessano a voi quella è sempre immediata, non temete!  


 
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Autore Marged Trumper

 

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