10 modi per non dipendere dal giudizio estetico degli altri

10 modi per non dipendere dal giudizio altrui
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Fino a qualche anno fa, come molte persone, ero abbastanza influenzata dal giudizio degli altri sul mio aspetto, ma a un certo punto c'è stata una piccola evoluzione in me e da allora ho intrapreso un cammino per tappe che mi ha portata a rivalutare il mio rapporto con me stessa.

Oggi, quando qualcuno esprime un giudizio negativo sul mio aspetto non è poi così importante per me, anzi, quando succede è come se quasi ringraziassi la persona perché mi aiuta a testare e confermare il nuovo approccio con la mia immagine e allo stesso tempo mi rendo conto di quante piccole cose sciocche la nostra insicurezza usi per rafforzarsi.

Non credo siano percorsi facili, però, e nell'infanzia e adolescenza io ho sofferto moltissimo come altri per il bullismo subito da alcuni membri della mia famiglia e fuori, per questo non credo sia scontato e facile liberarsi da certi meccanismi dall'oggi al domani.

Anche se a chi sente di avere bisogno di consigli più professionali posso solo raccomandare di confrontarsi con un terapeuta, ho pensato che fosse interessante fare un elenco delle piccole azioni e riflessioni che mi hanno aiutato nel mio percorso personale e che ho raggruppato in 10 punti:

    • Riconoscere la debolezza di chi ha bisogno di giudicare l'aspetto fisico altrui
      Se ci fate caso, difficilmente una persona equilibrata, ben centrata e con buona autostima offenderà l'aspetto fisico altrui e sottolineerà solo i difetti negli altri. In genere, chiunque senta il bisogno di esprimere un giudizio negativo sull'aspetto altrui sta esprimendo per primo una grande insicurezza, come se additare i difetti altrui lo facesse sentire più forte e immune.

      E' sempre utile riflettere su quanto possa essere imparziale e obiettivo il giudizio di una persona che lo esprime per un fine, in questo caso quello di sentirsi migliore. Inoltre, se ci si rende conto che la persona che esprime il giudizio è molto più insicura di noi, anche il senso di ostilità cessa o si attenua molto.

      Proprio l'altro giorno, una signora aveva lasciato un commento non troppo lusinghiero su una foto di una persona in carne e discutendoci ha affermato che lei stessa aveva problemi con il suo aspetto. Stare dalla parte di chi giudica dà un'illusione di sicurezza, ma se l'equilibrio non lo abbiamo dentro l'illusione ha un effetto solo momentaneo.


      • Focalizzarsi sui giudizi positivi che si ricevono
      E' sempre facile fare caso alle cose negative, mentre è come se complimenti e lodi sincere venissero presi sottogamba, specie da chi ha un'autostima bassa. La differenza tra un giudizio sincero e uno dato in malafede è che spesso il secondo è sempre molto generico e simile a molti altri o usa sempre gli stessi argomenti. Non parlo di complimenti interessati, ma di quei complimenti che si ricordano perché colgono alcuni aspetti di noi che ad altri passano inosservati. 

      Come possono essere interessati alcuni complimenti, lo possono essere anche alcune critiche, quindi o si dà relativo valore a qualsiasi tipo di commento, o si prendono in pari considerazione quelli positivi e negativi. E quando arriva un complimento è bene tenerlo a mente per la prossima volta che arriverà una critica.


      • Non alimentare il bullo che è in te
      Spesso pensiamo che la colpa sia della società che demonizza il nostro aspetto o la nostra situazione, ma a volte il bullo peggiore sta proprio dentro di noi. Chi ci critica esternamente fa solo eco al vero critico che sta dentro di noi. Non parlo, ovviamente, di critica costruttiva, ma di critica a tutti i costi. Le voci esterne ci danno tregua, ma quelle interne sono costanti e sono quelle che lavorano di più su di noi. Non avvalorare le cattiverie altrui alimentandole dentro di noi è un grosso passo perché diventino sempre meno importanti.

      Un altro modo di alimentare il bullo che è in noi è quello di usare quella che molte ritengono 'autoironia', ovvero la continua allusione ai propri difetti fisici in modo da precedere ed evitare la denigrazione altrui. Una battuta può far sorridere, ma se non fate altro che additare i vostri difetti fisici sorge il dubbio che non pensiate ad altro.

      Allo stesso modo, non giudichiamo gli altri per il loro aspetto, qualunque esso sia. Ci sono modi impercettibili di perpetrare a nostra volta la denigrazione senza accorgercene. Proprio ieri ho ribloggato su tumblr questo post su alcuni dei modi più comuni di giudicare l'aspetto degli altri senza rendercene conto (anche se su alcuni punti non condivido pienamente, l'idea di fondo è illuminante). Coltivare questi atteggiamenti ci rende solo più insicuri e quindi schiavi del giudizio altrui. 

      Per questo stesso motivo io scoraggio le persone sui miei canali dal portare come migliore il modello curvy o plus size, perché è un modo per coltivare le insicurezze. Le curvy/plus size, infatti, non sono immuni da questa pratica, vedo continuamente comparazioni e distinzioni del tipo 'curvy va bene, ma grassa no', 'in carne va bene, ma le curve devono essere al posto giusto' 'quelle non sono curve, sono rotoli di ciccia', ecc. che sono davvero avvilenti.


      • Fare la pace con foto e specchi
      Specchi e fotografie sono parte del gioco instaurato dal bullo che è in noi. Chi non ha un buon rapporto con la propria immagine li affronta con rigidità e, per questo, appena ci viene in contatto, trova una immagine distorta. L'unica soluzione è farseli amici. Questo non significa passare la vita davanti a specchi e obiettivi, ma abituarsi alla nostra immagine riflessa tanto da rendere il rapporto più naturale. Di recente ho letto alcuni consigli interessanti per esercitarsi a fare pace con le fotografie in un post della coach e blogger Golda Poretsky che trovate qui

      Per me, il fatto di tenere un blog è stato illuminante in questo senso, fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di postare la mia foto a figura intera pubblicamente, figuriamoci una in costume da bagno. Questo blocco, con il tempo e gradualmente si è sciolto. Non occorre aprire un blog, comunque, per condividere la propria immagine, lo si può fare in rete con gli amici per esempio. Lo dico, perché avere un blog con le proprie foto presuppone già una dose di distacco dal giudizio altrui perché si attraggono comunque gli sciacalli della rete e attenzioni anche indesiderate, quindi è meglio capire prima qual è il nostro livello di distacco.

      Per chi trova difficile anche solo il confronto, il migliore punto di partenza è lo specchio e imparare a guardarci anche a figura intera, esercitandoci a neutralizzare il rapporto con quella immagine. 


      • Basta con il confronto
      Quando si è molto insicuri è facile trovare scuse per alimentare l'insicurezza. Una tipica è quella che ci sono sempre persone più attraenti di noi. E' vero, e ce ne sono anche sempre di meno attraenti. Dirò di più, c'è sempre qualcosa in noi peggiore di qualcuno che ci sta davanti, ma anche qualcosa di migliore. Chi tende a vedere solo le cose peggiori ne uscirà sempre sconfitto. 

      Invece di fare i paragoni, proviamo a trarre ispirazione dalle cose che ci piacciono negli altri per migliorare noi stessi e a valorizzare quello che ci piace in noi, insomma usiamo gli altri come stimolo a migliorarci e impariamo a dare un valore alla nostra unicità. Chiaramente più aumenta la nostra autostima e il nostro senso di soddisfazione, meno avremo bisogno di paragonarci con il prossimo.


      • Farsi ispirare e aiutare da stimoli esterni
      blogger curvy e plus size
      con le altre blogger che hanno aprtecipato alla collaborazione Goldenlady
      L'sipirazione e l'aiuto a dipendere meno dal giudizio altrui su di noi può venire da tante cose, per alcuni può essere utile rivolgersi a un terapeuta, per esempio la psicologa Susanna Murray si occupa proprio di disturbi dell'immagine e può dare ottimi consigli a riguardo. Qualcun'altra potrà trovare utile seguire i blog di moda curvy e plus size, altre potranno leggere qualche libro di ispirazione che le faccia riflettere.

      Ringrazio la rete per avere creato un sistema di comunicazione alternativo gestito dalle persone stesse e il giorno in cui ho cominciato a seguire alcune blogger che non avevano un fisico da modella, ma avevano degli ottimi argomenti, sicurezza e senso dello stile. E' stato come cominciare a guardare il mondo da un'altra angolazione.

      La scoperta più bella è stata la forza trascinatrice di queste persone tanto da ispirarmi a trovare la mia voce personale e aggiungerla al coro. Una fashion blogger plus size non si segue puramente per la sua bellezza, ma perché vive delle situazioni simili alle nostre e di cui spesso riviste e media non parlano e le tratta in maniera aperta e naturale. 

      Ovviamente le donne plus size sono una percentuale inferiore rispetto alle donne di taglia regolare e quindi, spesso, chi lo è vive questa situazione come una realtà sua, mentre trovare una comunità che la affronta in modo positivo può essere di grande ispirazione. Inoltre, le blogger, proprio perché non sono modelle, rispecchiano una varietà di conformazioni e taglie che mai sarà rispecchiata dalle foto della moda ufficiali.

      Le blogger servono anche da spunto per cambiare un po' la nostra prospettiva sull'abbigliamento, per esempio, non è detto che si debba indossare sempre il nero, o indossare sempre solo abiti che coprano le braccia, o che non si possa indossare il bikini o andare proprio al mare. Ci sono persone che lo fanno e sono plus size e non ne subiscono nessuna orrenda conseguenza hehe 

      Non è necessario forzarsi a cambiare tutto d'un tratto, una virgola alla volta si può sperimentare quali sono i limiti che si vogliono testare anche se ce li siamo imposti da una vita.

      centaury, rimedio floreale di Bach
      Per quanto riguarda le letture, io, come indologa, ho trovato fondamentale un testo come la Bhagavad Gita dalla quale è facile trarre molti insegnamenti di vita, come il non attaccamento, uno dei fondamenti delle filosofie orientali. Anche l'attaccamento al giudizio altrui è, come le altre forme di attaccamento, un'illusione e come tale non ha nessun valore reale, realizzando questo si capisce anche lo scarso valore di ogni forma di dipendenza. Ci sono anche testi più semplici che si possono, comunque, affrontare e io spesso ne ho citati nel blog. 

      Un aiuto può persino venire dai rimedi floreali, Centaury è proprio un fiore di Bach che aiuta a distaccarsi dal giudizio degli altri e io l'ho molto usato in passato. Anche la preparazione Emergency dei fiori australiani può aiutare a essere meno influenzabili in negativo.



      • Allontanarci da chi ci fa star male
      A volte si pensa che certi legami, soprattutti se familiari o di amicizia, si debbano 'subire' per il nostro bene. Se una persona ci fa star male con i suoi giudizi e non lo capisce anche spiegandoglielo, non è necessario darle retta. Se proprio non si possono rompere i rapporti, bisogna imparare a non farsi influenzare in negativo. Tempo fa ho scritto un post sui vampiri energetici che potrebbe servire a qualcuno per distinguere quali sono le persone che traggono vantaggio dall'influenza negativa che hanno su di noi per tenersene a dovuta distanza, almeno energetica.

      Lo stesso vale per i partner che ci scegliamo, ci sono alcuni uomini che per sentirsi sicuri in un rapporto hanno bisogno di giudicare esteticamente la compagna di continuo. A volte sentendosi inadeguati trovano il punto 'debole' della compagna nel suo rapporto con la propria immagine e lo usano per sentirsi in controllo. Se non riuscite a stroncare questo meccanismo sul nascere, io mi sento di dire per esperienza diretta che quella persona è meglio perderla che trovarla, nessuna deve accettare di essere messa sotto esame di continuo e siamo noi a decidere i paletti da mettere.

      Se non c'è alternativa per stare meglio, allontanarsi non è una forma di debolezza o di sconfitta, ma di rispetto verso noi stessi.


      • Coltivare i talenti che ci rendono unici
      Qualcuno pensa che spostare l'attenzione dai pregi fisici a quelli caratteriali sia un modo per non vedere la realtà, ma la verità è che l'insicurezza legata all'aspetto fisico non deriva realmente dal fisico, ma dall'autostima in generale. Dunque, rafforzando la propria autostima, si rafforza anche l'accettazione del prorpio aspetto.

      Se si trova qualcosa su cui ci sentiamo sicuri perché ne traiamo soddisfazione e riconoscimento, questo investe anche il resto della nostra vita. Infatti, chi trova risorse sufficienti dentro di sé non ha bisogno di dipendere dal giudizio degli altri. Non è necessario che sia una cosa straordinaria, anche fare un viaggio da soli in un posto nuovo -se ce la sentiamo- può rafforzare la nostra autostima, perché possiamo dimostrarci di poter dipendere da noi stessi.

      Ripeto spesso che per me i viaggi in India sono stati fondamentali, un po' come dei riti di passaggio, dai quali il mio rapporto con la mia immagine è molto cambiato. In parte mi hanno rafforzato perché per la prima volta ho affrontato da sola dei viaggi molto lontani, con tutto quello che comporta l'adattamento a uno stile di vita e una cultura molto diversi. Inoltre, cambiando i parametri di giudizio ci si rende conto di quanto siano relativi quelli della nostra cultura di appartenenza e si impara a stabilire i propri parametri senza dipendere troppo da quelli degli altri. 


      • Evitare commesse ostili e negozi che non ci vestono
      Sembra che alcune commesse siano addestrate per allontanare il cliente, specie quello plus size haha Chi di noi non ha episodi allucinanti da raccontare a riguardo? Io invito sempre a fare reclamo per questi accadimenti che determinano la poca professionalità di alcuni individui, ma a parte questo, invito tutte a evitare proprio commesse e negozi che non ci vestono.

      Proviamo con un grande magazzino e i camerini con buoni specchi (c'è un H&M della mia città, stranamente, che ha degli specchi con una luce perfetta). Evitiamo anche l'accompagnamento di amiche o mamme se tendono a buttarci giù anche in buona fede, decidiamo noi cosa ci piace su di noi e non esitiamo a provare la taglia giusta, l'etichetta non conta. E consideriamo anche l'acquisto online una volta che abbiamo capito che genere di abbigliamento ci piace su di noi. Ora acquistare online è più semplcie, spesso le spese sono gratuite, il reso semplificato e le possibilità di trovare cose carine più ampia. Non aggiungiamo una frustrazione in più che non ci serve.


      • Circondarsi di persone che non hanno bisigno di giudicare 
      Sembra scontato, ma non lo è. Quando trovate qualcuno che non ha bisogno di giudicarvi avete vinto il terno al lotto, quella è una persona equilibrata che non teme il confronto ed è bene coltivare il rapporto. Inoltre, una persona che non giudica non è una persona poco obiettiva o che non sa esprimere la propria opinione, ma una persona che sa farlo con rispetto.

      E per voi quali sono le cose che hanno aiutato il rapporto con la vostra immagine?
       
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      Autore Marged Trumper

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