martedì, marzo 12, 2013

Guadagnare con un blog di moda e collaborare con le aziende intacca la credibilità di blogger?

blogger e collaborazioni
E' diverso tempo che penso di scrivere questo post, più o meno da quando ho letto sul blog di Grance Doré una candida descrizione di come si regolava per le collaborazioni del blog. Una cosa che mi ha spesso colpito è che all'estero nessuno si scandalizza del fatto che il blog possa diventare non dico un lavoro, ma una fonte di guadagno e, se succede, viene normalmente ammesso e specificato dal blogger stesso.

In Italia non è così. Si pensa, si fa, ma pochi parlano apertamente di collaborazioni. Quando ho cominciato questo blog, non ero dentro alla mentalità dei blog e mi sono imbarcata in quest'avventura con entusiasmo, ma poca consapevolezza reale della potenzialità del mezzo e forse, in generale, in Italia pochi la avevano allora, di sicuro non le aziende. 

Era appena iniziato il boom di Youtube. Ricordo che guardavo i video delle MUA americane e inglesi e pensavo: 'Appena arriva un'italiana che lo fa, farà il botto'. Poco dopo, infatti, è arrivata Clio Makeup. Ma a parte i casi come lei o una Chiara Ferragni nel fashion blogging, per le quali molto ha fatto l'anticipazione dei tempi, ci sono una miriade di persone che in modo diverso seguono a ruota le loro orme, con più o meno riscontro, ma che prima o poi entrano nel circuito delle aziende in cerca di testare il nuovo mezzo promozionale.

Ricordo che appena ho cominciato ad avere un po' di seguito, ricevevo mail di ragazzine che mi chiedevano: 'Come si fa ad aprire un blog e a guadagnare / ricevere omaggi dalle aziende?' e io cadevo dalle nuvole. Quello che so di certo è che se si aprisse un blog solo con questi intenti sarebbe davvero troppo difficile prendersi tanto impegno per avere qualche omaggio (o forse chi la pensa così ha semplicemente intenzione di usare contenuti non propri o cerca una scusa per evitare di fare i compiti di scuola).

scarpe vintage
scarpe vintage fotografia di Eurwen Trumper
Vedo, però, due diverse prospettive a questo punto del mio percorso, da una parte si potrebbe diventare il blogger che decide di accettare collaborazioni senza renderlo chiaro -del resto in Italia non è obblogatorio come in America- o ancora, quello che sbandiera collaborazioni come fossero trofei in omaggio al suo talento mediatico e presunto carisma iconico. In queste due opzioni, cosa rappresenta il ruolo del blogger se non l'ennesimo potenziale burattino del marketing aziendale che molti dipingono? E l'unica vera alternativa è, dunque, rimanere estranei al marketing o alle aziende?

I limiti da porre
Io me lo sono chiesta dopo le prime proposte di collaborazione e ho concluso che non è così, ma che c'è modo di collaborare con le aziende e mantenere intatta la propria etica personale e diversi blogger lo seguono. Per fare questo, però, si devono porre necessariamente dei limiti -non universali, ma individuali- con i quali definire la propria indipendenza e dignità di blogger.

In questi due anni, o poco più, ho ricevuto molte proposte, tra queste ho selezionato collaborazioni che mi hanno in gran parte soddisfatto, mentre da quelle accettate che non mi hanno soddisfatto ho imparato quali sono gli ulteriori limiti da porre. Credo che questo discorso possa essere utile per chi comincia o vuole cominciare un blog e chi mi segue e vuole la massima trasparenza da me.

Collaborazioni retribuite o no?
Ho selezionato le collaborazioni guardando alla qualità e non alla quantità, quelle retribuite non si contano per questo nemmeno sulle dita di una mano e non si parla di somme che mi hanno cambiato la vita. Le collaborazioni retribuite sono tutte specificate nel disclaimer in fondo ai singoli post e sono state effettuate con la ritenuta d'acconto. Alcune collaborazioni, come quella con Golden Lady, hanno previsto solo rimborsi spese e non retribuzioni, mentre i post sposorizzati, molto relativi in numero nel blog, sono stati tutti indicati all'inizio del post stesso. Ovviamente, una collaborazione non retribuita deve portare qualche interesse, come l'esposizione, il prestigio del marchio, il trattamento adeguato, l'interesse del progetto, ecc.

A volte ricevo richieste di post promozionali a titolo gratuito e non accetto mai, anche perché non ho problemi a trovare contenuti per il mio blog da sola e se devo fare la beneficenza decido io a chi farla (da notare è che nessuna agenzia che ti contatta con queste richieste lo fa a titolo gratuito, ma per chiederti un servizio si fa pagare dall'azienda sua cliente). Inoltre, se un'inzaitiva, un evento, un brand, un designer mi colpiscono non ho bisigno di suggerimenti per parlarne e lo faccio a prescindere che ne tragga vantaggio o meno.

Post sponsorizzati
Per quanto riguarda i post sponsorizzati, mi guardo bene dal fare lodi sperticate con un tono diverso dal resto del mio blog, ma al limite metto in luce quelli che secondo me sono i punti di interesse di un brand e, comunque, il prodotto deve sempre essere attinente ai temi del mio blog, altrimenti non accetto nemmeno cifre alte. 

abito vintage
abito vintage fotografia di Eurwen Trumper
Questo, infatti, è successo, ho ricevuto una buona offerta per mettere un link a un sito che non ritenevo in linea con l'immagine del mio blog, pur in un momento in cui qualche soldino in più mi avrebbe fatto comodo. Penso che quando il rispetto per chi mi segue sarà superato dalla prospettiva del guadagno, dovrò trovarmi altri interessi, anche perché, se alcune aziende mi contattano, è perchè la gente mi dà fiducia e, quindi, venire meno a quella fiducia toglierebbe senso alle collaborazioni stesse.

Talvolta mi capita di inserire su richiesta un link su un mio post e se il sito non contravviene alla mia filosofia lo accetto, anche perché i post sono comunque post che scriverei anche senza l'inserimento link.

Attualmente, non ho avuto introiti tali dal blog che vadano oltre la cinquantina di euro mensili in tutto ed essendo in un momento di transizione della mia vita in cui sono del tutto freelance, non disdegnerei di vagliare la possibilità di entrate fisse dal blog, ma questo solo se trovassi la giusta formula per mantenere la totale trasparenza e credibilità con chi mi segue.

Recensioni di omaggi e giveaway
Altri due metodi che uso per collaborare attraverso il blog sono le affiliazioni in homepage e le recensioni su omaggio. Normalmente di mio non farei recensioni se non sporadicamente, ma se mi vengono richieste, specie da brand che non conosco ancora o che, al contrario, conosco e apprezzo particolarmente, accetto di buon grado, perché da una parte mi piace farmi un'idea su prodotti nuovi che non conosco e dall'altra mi piace collaborare con marchi che già apprezzo.

I limiti che pongo, in questo caso, sono quelli di non accettare di usare prodotti su retribuzione, perché dovrei scrivere che lo faccio e temo che perderei in credibilità se la recensione fosse su retribuzione. Inoltre, rifiuto sempre di fare giveaway per conto di aziende, perché non sono ammessi dalla normativa italiana sulle operazioni a premio.

Per gli omaggi, che non sono per me realmente tali, visto che prendo la questione delle collaborazioni come un impegno serio e che chi me le chiede riceve in cambio il mio tempo prezioso e il mio spazio virtuale consolidato con dedizione, nonché l'uso della mia immagine (tutte cose che hanno un valore commerciale più alto di un capo e ammetto che mi infastidisce molto quando sento un blogger dire 'ho ricevuto un regalo', non è Natale!!), mi regolo così: 
  • se il prodotto mi piace ne faccio una recensione positiva, 
  • se non mi piace per nulla non ne parlo semplicemente, 
  • se mi piace, ma c'è qualche cosa che penso potrebbe essere migliorata, lo specifico
In caso chi mi invia il prodotto mi chieda di rivedere quello che scrivo, di non dire che ho ricevuto l'omaggio o di avere per forza una recensione tutta positiva, non pubblico la recensione e così è stato quando mi è capitato.

Cos'è un blogger?
Ho letto di recente sulla pagina facebook di un brand con il quale ho collaborato una volta, una polemica di una persona che affermava che i blogger che ricevono in omaggio un prodotto non sono credibili quando danno la loro opinione sullo stesso perché si sentono in qualche modo vincolati. Non so come la pensiate voi, ma io non trovo tanto logico fingere che una cosa mi piaccia solo per riceverla in omaggio (che poi omaggio -come detto sopra- non è), a meno che non sia in cerca del trofeo di cui parlavo prima. 

Noto in Italia una confusione su quale sia effettivamente il ruolo di un blogger -e a questo non nego che abbia anche contribuito l'atteggiamento di alcuni blogger-  e un pregiudizio generico che investe la categoria senza fare distinzioni.

Mi preme specificare, pertanto, che il ruolo di un fashion blogger non è solo quello di dire se una cosa va bene o meno tipo Uomo Del Monte, ma, soprattuto nel caso di una blogger curvy/plus size, di dare un esempio positivo e reale e una sua interpretazione personale di un oggetto. Per questo io non credo che per essere blogger a tutti gli effetti basti aprire un blog, ci vuole una personalità chiara e distinguibile, che deve esprimersi attraverso le foto e/o i contenuti. Starebbe alle aziende selezionare esempi che possano essere apprezzati e non alimentino lo stereotipo negativo del blogger. Anche perché alla fine l'azienda si rispecchia nel blogger che ne parla e questo in Italia viene ancora poco compreso.

occhiali vintage
occhiali vintage fotografia di Eurwen Trumper
Inoltre, un ruolo che mi soddisfa molto perché lo trovo molto sensato e utile, è quello di testare prodotti nuovi e fare consulenze su cosa richiede il mercato reale, per esempio ho spesso dato qualche dritta per ottimizzare prodotti come intimo e collant. Il fatto di ricevere messaggi e richieste da chi mi segue, di aggiornarmi e informarmi continuamente e di tenere aperta la comunicazione con le aziende, mi permette di essere un possibile tramite che può aiutare a velocizzare lo sviluppo del mercato plus size italiano.


Affiliazioni
Infine, per quanto riguarda le affiliazioni, ho deciso di avere un piccolo spazio pubblicitario sul blog, ma limitato ai marchi che conosco e apprezzo, specifico in un disclaimer che le affiliazioni prevedono una piccola percentuale sul venduto e i ricavati non eccedono mai le spese stesse che affronto per il blog, quindi servono giusto a coprirle. Probabilmente con qualcosa tipo adsense ci ricaverei di più, ma dovrebbe invadere troppo lo spazio nel blog e non è quello che mi interessa.

Ho voluto spiegarvi, con questo post, come mi regolo io con le collaborazioni e non dico sia la modalità perfetta o migliore al mondo anche perché non assicura guadagni percettibili, ma soddisfa me perché è trasparente. Come ripeto, potrei un giorno voler trarre di più da questa passione visto che la mia attuale situazione mi permette abbastanza disponibilità di impegno, ma cercherei un modo altrettando trasparente che mi lasciasse la libertà di opinione ed espressione.

Ora vorrei, sinceramente, sapere come la pensate voi, che siate blogger, follower o entrambe le cose, qual è il vostro punto di vista?
 
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