sabato, settembre 15, 2012

Abiti e tessuti indiani - "Creare, decorare, arredare e viaggiare con i tessuti" (in collaborazione)

Eccoci al quarto appuntamento con la Staffetta di blog in blog, una collaborazione collettiva di blog che trattano l'argomento scelto ognuno a modo loro in un post pubblicato ogni giorno 15 del mese. Gli altri miei post della staffetta sono qui. Questo mese l'argomento è: Creare, decorare, arredare e viaggiare con i tessuti.

Ho atteso con molta anticipazione questo post perché riguarda davvero una delle mie passioni, come molti che mi seguono già sapranno oltre a essere una patita dell'India e della sua cultura, amo tutto quello che riguarda moda, colori, tessuti e ricami e quindi è inevitabile che quando sono in India concilii questi due interessi indossando costantemente abiti tradizionali. Il mio tratto distintivo di indossare spesso tinte forti deriva proprio dall'indossare abiti indiani.

Le donne indiane, inoltre, hanno una grande passione per l'abbinamento e per ogni abito possiedono braccialetti colorati e bindi (il cerchietto rosso applicato in fronte) intonati. Quando sono in India indosso tutti i giorni gli abiti locali un po' per non essere troppo distinguibile come straniera e quindi facile bersaglio di trattamento 'turistico', ma soprattutto perché è divertente immedesimarsi nella cultura e giocare con i colori. In India difficilmente una donna indossa il bianco (per loro colore del lutto) o il nero e la prima cosa che ho fatto nel mio primo viaggio lì è stato farmi fare un intero completo viola, colore che qui ancora subiva il pregiudizio della 'sfortuna' quando non andava di moda come negli ultimi anni. Ho scoperto così che indossare colori forti tutti i giorni cambiava l'umore e l'energia e ho portato questa cosa con me anche nell'abbigliamento 'occidentale'.

una delle mie sari preferite, con ricami sitara (paillette) che indosso per un outfit in collaborazione di qualche tempo fa che potete vedere in dettaglio qui, messo nella foggia bengalese (anche se le sari tipiche bengali sono bianche con bordo rosso) e con bigiotteria e segni distintivi da sposa, per richiamare il personaggio di un famoso film indiano
La tessitura è uno dei fiori all'occhiello dell'artigianato indiano e le signore più raffinate amano collezionare sari pregiate provenienti dalle diverse regioni del subcontinente, ognuna con le diverse caratteristiche distintive locali. La differenza spesso non sta solo nel tipo di tessuto e/o nei ricami o la stampa, ma anche nel modo di portarla. C'è la foggia del nord o gujarati con il lembo finale in bella vista sul petto, la foggia bengali, le varie fogge del sud, come quella marathi che richiede una stoffa molto lunga da mettere simile a un pantalone, lo stile 'nivi' spesso detto al nord anche ulta palla ('lembo rivoltato', perché rispetto a quello tipico del nord il lembo cade dietro e non davanti) che è quello che si vede più spesso. 

la mia sari di benares con bordo 
e lembo in broccato tanchoi, messo
nello stile 'nivi'
Essendo molto appassionata di tessuti tradizionali, ho imparato a mettere la sari nel modo più semplice, chi non la indossa tutti i giorni non ha gran dimestichezza nelle pieghe e impiega molto più tempo a indossarla. A me piacciono le sari importanti, di tessuti pregiati come seta o georgette e con ricami attraenti, tipo zardosi (ricamo con filo metallico), sitara (paillette) e kundan (cristalli) o broccati. Le sari in in seta più famose sono al nord quella di Benares e a sud quella di Kanchipuram o Kanjivaram, io possiedo una sari di Benares in seta viola cangiante con broccato tanchoi a contrasto sul nero, ovvero una tecnica di tessitura con vari fili di stoffa simile al broccato. Il vero broccato tipico di Benares è detto zari ed è ottenuto intessendo il disegno con fili metallici. 

La sari in India è un vestito considerato 'formale' oppure 'da signora', ragazze giovani e alla moda spesso lo portano solo per le cerimonie e occasioni speciali. Io non mi ci sento a mio agio giornalmente, ma adoro indossarla in occasione di cerimonie o concerti, visto che studio e pratico il canto classico indiano e in genere se indossato bene, gli indiani apprezzano sempre molto che si indossi un loro abito tradizionale.

qui indosso un churidar pajama con stampa bandhni del rajasthan in cotone tinto a mano e con ricami sitara (paillette), foto Rinaldo Todescaro
Normalmente, invece, trovo molto comodo indossare i completi detti punjanbi o pajama (eh sì, il nostro pigiama viene proprio da lì!), che in India sono tipici delle donne musulmane o del Punjab, oppure delle giovani che non amano portare la sari. Spesso le kameez (bluse) di questi completi sono anche indossate con jeans o leggings dalle ragazze moderne in quello stile che loro definiscono indo-occidentale. 
una mia foto con una cantante bengalese, io indosso una gonna di Evans ispirata alle gonne indiane (e tutte le indiane mi chiedono dove trovo gonne indiane della mia taglia perché da loro le fanno solo della taglia delle ragazzine hehe) con un top di Monsoon  colorato e una dupatta (stola) punjabi ricamata a mano con bindi e braccialetti indiani in perfetto stile indo-occidentale, mentre la cantante indossa una sari in seta. Tanto mi sono innamorata di questi enormi bindi rossi amati dalle donne benaglesi (e tipici di donne sposate)  che li ho adottati anche per me. E' un ottimo modo per confondere gli uomini indiani un po' insistenti con le donne single, ma ho anche lanciato una sorta di 'moda' perché non sono per nulla apprezzati dalle giovani e vederli su una occidentale ha un fascino forse particolare che loro subiscono molto


questo è un salwar kameez in seta con ricamo sitara,
foto di Rinaldo Todescato
Adoro la moda tradizionale indiana -che comunque nelle grandi città ha stilisti anche di grido che vengono fuori con nuovi design innovativi pur seguendo la tradizione- anche perché il problema della taglia non è eccessivo, visto che scegliendo la stoffa è semplice andare da una sarto e farsi fare a poco prezzo un completo su misura. Si può così decidere la lunghezza delle maniche, la profondità dello scollo sulla schiena (in India è meglio scoprire quella piuttosto che il decolleté), la lunghezza della blusa e il tipo di pantalone, che comunque è sempre adattabile alla vita con una cordicella. Lo scollo, invece, può avere una serie di design più o meno tipici in cui il sarto si sbizzarrisce. 

patiyala salwar, fonte immagine qui
I pantaloni possono essere semplici salwar (pantalone largo), opzione meno amata dalle più giovani, ma ahimè che richiede meno stoffa e quindi spesso proposta alle plus size, oppure un patiyala salwar, pantalone largo con infinite pieghe, un po' stile Aladino, che sta molto bene con bluse meno lunghe, ma è difficile da realizzare.  Oppure c'è il pantalone churidar (a cavigliera), stretto sui polpacci e che fa molte pieghe sulla caviglia.

La stoffa può essere di vario tipo, io apprezzo il cotone, la seta e la georgette. Una stampa che mi piace indossare è quella bandhni (a legatura) tipica del Rajasthan o del Gujarat detta anche tie-dye

Le stampe in genere riprendono motivi tradizionali come fiori, foglie, frutta e paisley (quella goccia tipica orientale) oltre a soggetti animali, specialmente il pavone, simbolo dell'India, e a volte anche vere e proprie scene e personaggi. In genere sono tutti simboli di fertilità e prosperità o protezione e io mi ci ispiro anche molto per l'arte dell'henné, un'altra mia passione.
scialli kashmiri con ricamo crewel

Infine, parlando di tessuti, non posso tralasciare gli scialli kashmiri, che adoro. Ci sono i pregiati jamawar, tipicamente a motivo kashmir, come andavano molto anche da noi qualche tempo fa, ma i miei preferiti sono quelli a ricamo crewel a mano.

Fondamentale per una donna in contesti tradizionali è sempre coprire il decolleté e quindi stole, sciarpe e scialli sono utili e sono inclusi in ogni completo punjabi, ma io li adoro comunque e li porto anche qui. In tanti anni, visto anche il basso costo dell'artigianato indiano, mi sono fatta una piccola collezione di abiti tradizionali che indosso in India o in occasione di concerti e cerimonie indiane.

Chiaramente potrei parlare ore di queste cose e mostrarvi ben di più, ma se c'è l'interesse potrei dedicare altri post all'argomento moda indiana più o meno tradizionale, quindi fatemi sapere se vi stuzzica!


Intanto, se vi piace il tema penso si vedranno cose molto interessanti nei vari post dei blog che hanno partecipato a questa collaborazione, quindi ecco i link:

Il prossimo appuntamento con i post della staffetta è per il 15 ottobre, ad allora per scoprire il nuovo argomento! Per sapere di più della staffetta, vi rimando alla pagina facebook ufficiale "Di blog in blog" 
 
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