martedì, agosto 07, 2012

Recensione del libro "Una favola a Manhattan" di Alberto Ferreras

"Una Favola a Manhattan" è la traduzione italiana (Dalai Editore, gennaio 2012) del romanzo "B as in Beauty" (2009) di Alberto Ferreras, un libro dalla trama a metà tra Bridget Jones e Pretty Woman, ma declinato sulla mancanza di autostima di una donna che vive male il suo essere in carne (o, come dice lei, semplicemente, 'grassa'). Il titolo scelto dall'editore italiano  trasmette forse meno il messaggio dell'autore. So che in genere gli editori decidono il titolo a prescindere da quello della versione originale, però in effetti se non si conosce un po' la trama il titolo potrebbe fuorviare dai contenuti, anche se, in effetti, di favola si tratta. 

Innanzitutto è una lettura piacevole e divertente, in cui molte si immedesimeranno.

A tratti, specie all'inizio, mi ha ricordato il tono e un paio di scene di 'Bella tutta' di Elena Guerrini (edito da Garzanti gennaio 2012), pur essendo contraddistinto da molta più omogeneità ed eleganza stilistica, una consapevolezza dell'animo femminile molto più profonda e una positività esemplare. Tanto è vero che "Bella Tutta" non sono mai riuscita a finirlo e non mi ci sono molto ritrovata, ma ognuno ha i suoi gusti del resto. 



Inizialmente ho trovato la trama analoga a quella di altre 'favole' moderne già citate, ma la piega surreale che quasi subito prende la storia è abbastanza originale. B, la protagonista (che ancora non se la sente di definirsi come il suo nome stesso, Bella), incontra infatti un personaggio particolare, una sorta di fata madrina un po' losca, Madame Sokolov, che le impartisce lezioni pratiche sull'autostima e la introduce in un mondo che cambierà la sua percezione di sé. Non voglio svelare troppo, ma devo dire che a un certo punto sono diventata anche io molto curiosa di come si sarebbe concluso il tutto e non sono rimasta delusa, anche se il lieto fine è molto hollywoodiano.

Di tutto questo mi sono rimaste in testa le frasi con accento russo di Madame Sokolov, come: "Non sei tu che segui moda, ma moda che deve seguire te" per dirne una, che andrebbero stampate a sé come vademecum per qualsiasi donna, non solo quelle in carne. Io consiglio questa lettura, infatti, un po' a tutti: intrattiene, si legge scorrevolmente e lascia un grande senso di leggerezza e serenità che difficilmente ho trovato in altra letteratura sull'argomento. 

Se siete incuriositi potete sbirciare la prima trentina di pagine del libro da questo sito e decidere se potrebbe essere una lettura piacevole per voi. Voi a che letture vi siete date quest'estate?

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