venerdì, maggio 11, 2012

Intervista a Simonetta Rocco, modella plus size italiana


Simonetta Rocco è una modella plus size italiana che ha lavorato e lavora per moltissimi marchi e designer italiani, visto che è una professionista da diverso tempo ho trovato molto interessante intervistarla per il blog...

Raccontami di te Simonetta, come hai deciso di divetare modella plus size?
Ho cominciato a lavorare come modella negli anni '80, subito dopo la maturità. Sia mia madre che mia nonna in gioventù avevano fatto le modelle rispettivamente per l'alta moda di sartoria e per alcuni pittori locali ma io non ero affatto attratta da quel tipo di lavoro considerandolo troppo precario. Per un caso piuttosto fortuito, comunque, mi ci trovai dentro, anche se non credevo fosse un lavoro adatto a me accettai per poter cominciare a guadagnare qualcosa, anche perché i compensi erano stratosferici rispetto agli standard attuali!

L'ambiente di allora era molto diverso, le modelle erano poche, molto ammirate, viziate e coccolate, per lavorare era necessario essere vere professioniste, ma soprattutto erano tutte molto più “grandi” di me, dai 26/27 anni in su e non mi vedevano certo di buon occhio!


In quegli anni indossavo una taglia 40/42 e iniziai a lavorare per le aziende più importanti appassionandomi così poco a poco, facevo soprattutto l’indossatrice tecnica e cioè quella sulla quale si creano i modelli e verificano le vestibilità delle collezioni. Per le aziende divenni subito molto preziosa perché a differenza della maggioranza delle mie colleghe “dive” ero molto più disponibile e affidabile! 
Negli anni sono “cresciuta” progressivamente di taglia, cambiando di volta in volta le aziende per le quali lavoravo, ce n'erano molte e c'era solo l’imbarazzo della scelta, alcune provavano su una tg 44 o 46 e le collezioni per taglie forti venivano provate su modelle veramente plus size!


Anche se non avevo ancora la taglia giusta il settore mi interessava molto perché c'erano veramente pochissime modelle e quasi tutte signore non giovanissime, perciò qualche tempo dopo pensai di far imbottire un body del tipo tipo modellatore per diventare della misura richiesta per le taglie forti e provare così a lavorare nel settore. 


Con questo piccolo stratagemma circa 15 anni fa entrai nel mondo del plus size! Dopo poco con l’arrivo di mio figlio non mi servì più l’imbottitura e divenni un'autentica plus size!


Da allora ho praticamente lavorato con tutte le aziende italiane del settore, sia per grandi firme come Ferrè o Burani sia per Upim , ho fatto svariati viaggi in Cina per andare direttamente nelle aziende produttrici, ho prestato il mio corpo perché fosse scannerizzato e copiato per creare manichini sui quali molte aziende sparse nel mondo provano tutt’ora i capi e non mi è mai mancato il lavoro. Ho avuto la fortuna di ingrassare in modo proporzionato e da “tabella misure” e non rimpiango la mia taglia slim!   
Perché è come se fossi sempre stata una plus size dentro.


Mi sento bene come sono ora 1,74 m  per 116 di seno, altrettanto di fianchi e 95 di vitaNon ho mai fatto una dieta soprattutto perché non ne sono capace e la trovo inconciliabile con il mio modo di essere! Sono allegra, solare, disponibile e serena e la dieta mi rende irrequieta e “diversa”


In che situazioni sei più richiesta professionalmente?
Il mio lavoro principale è sempre stato quello dell'indossatrice “tecnica” anche perché è il più continuativo, le sfilate sono eventi sporadici così come i servizi fotografici ed anche il lavoro in show room è stagionale, quindi ho sempre fatto un po' di tutto. Però ciò che amo di più è il contatto con il pubblico, spesso partecipo a sfilate nei grandi centri commerciali e trovo davvero gratificante la reazione del pubblico “normale” ad una modella “anomala” come me, ricevo molti applausi e a fine sfilata, spesso vengo avvicinata da signore che mi fanno i complimenti perché finalmente riescono ad identificarsi con una persona che sfila con taglie adatte a loro! 


Io mi sento davvero lusingata e onorata di poter rappresentare una larga fascia di donne che troppo spesso vengono sottovalutate dalla moda e mi piace mostrare che con qualunque taglia si può essere eleganti o trendy o magari sexy!


Anche nel lavoro televisivo che faccio per QVC c'è una componente importante data dal gradimento del pubblico, una signora mi ha anche fatto i complimenti in diretta! È stato emozionante e comunque è una bella soddisfazione sapere di aiutare nella scelta le telespettatrici che possono vedere finalmente come veste veramente una taglia xxl!


Vedi una differenza rispetto al passato per quanto riguarda il settore plus size in italia?
Il settore plus size sta vivendo una fase di grande rinnovamento ma a mio parere anche una grande crisi d’identità, le aziende probabilmente pensano che pubblicizzando i loro marchi con modelle che non si distinguono da quelle in taglia regolare si crei un'immagine vincente e più accattivante ma secondo me, invece, allontanano la cliente finale che si sente ancor più frustrata dal fatto di non riuscire ad identificarsi con l’immagine di donna che l'azienda propone. Inoltre chi veste una taglia 46 non andrebbe mai in un negozio plus size potendo trovare qualcosa in un qualsiasi altro negozio!


Inspiegabilmente però in Italia le aziende di taglie regolari si fermano spesso ad una 44 scarsa mentre in Europa fino alla 50 sono considerate taglie normali! Sembra proprio che da noi ci sia un tabù nei confronti delle donne formose e questo pare ancora più un controsenso se pensiamo che in tutto il mondo apprezzano la curvilinea bellezza mediterranea e se ad esempio devono rappresentare una famiglia di origini italiane non manca mai una mamma bella morbidosa! 


In questa fascia di mercato soprattutto credo però che ci sia stata una piccola rivoluzione: con l'arrivo di nuovi canali di acquisto, online o via catalogo o tv, e credo che in futuro non si potrà non tenere conto di queste abitudini di acquisto ormai entrate a far parte del quotidiano


Qualche piccola dritta per le donne curvy/plus size per avere un bel portamento o per apparire meglio in foto?
E' difficile dare qualche consiglio universale anche perché ognuna ha caratteristiche differenti ed è “curvy” a suo modo, c’è chi ha gambe molto belle e fa benissimo a a metterle in mostra, chi ha un bel decolleté e può puntare su questo particolare…. in generale, comunque, di qualunque taglia si parli, la disinvoltura è l'arma vincente: si può apparire goffe e per nulla attraenti anche avendo un fisico perfetto se ci si sente insicure, ma si può risultare piacevoli e decisamente attraenti sfoderando sicurezza in sé e consapevolezza dei propri pregi e delle proprie armi seduttive


Quali pensi siano le caratteristiche ideali per una modella plus size?
Secondo me una modella plus dovrebbe portare innanzitutto le proprie curve con orgoglio e consapevolezza (fa tristezza vedere affermate modelle plus size diventare “normali” per poi confondersi con le migliaia di altre), credo inoltre che se le donne si volessero un po' più bene, anche quelle magre, dovrebbero apprezzare e appoggiare una nuova immagine femminile più raggiungibile e magari prendere le distanze da tutto ciò che intorno ci spinge ad essere sempre più giovani-belle-magre-competitive, per far emergere una femminilità più realistica e rilassata… so che è un'utopia perché siamo bombardate continuamente da messaggi che ci propongono modelli irraggiungibili, ma tutta un'economia si basa sui nostri sensi di inadeguatezza di fronte a glutei scolpiti con il Photoshop o seni gonfiati dalla chirurgia…


Cosa consigli a chi vorrebbe fare il tuo stesso mestiere?
Rispetto agli anni in cui ho iniziato a lavorare, il mercato è notevolmente mutato ed è tutto più difficile, le aziende tendono a tagliare le spese ed anche i cachet sono scesi notevolmente, tante ragazze vorrebbero fare le modelle e questo ha portato ad un'offerta che supera di molto la richiesta. Puntare su questo tipo di attività può essere giusto se si ha un altro obbiettivo principale, se una studia e vuole provare a guadagnare qualcosa oppure se si sta aspettando un lavoro adeguato ai propri studi, se poi l'attività decolla meglio ancora, ma se non dovesse funzionare bisogna aver sempre un'alternativa


Grazie a Simonetta per avere condiviso con noi la sua interessante esperienza professionale.



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