Don't be distracted by criticism. Remember, the only taste of success some people have is when they take a bite out of you! -Leslie (TheStyleSupreme)
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| foto di Josh Berglund |
Salve a tutte...
Diverso è il discorso quando l'odio gratuito lo prova una persona che in qualche modo ti conosce e che mette in atto metodi diversi dall'attacco anonimo online, pur magari osservando nel silenzio i tuoi interventi online come forma di ossessione per la tua vita e quindi usando contro di te gli stessi mezzi con i quali comunichi una tua immagine al pubblico e finendo per rovinarti la vita a diversi livelli.
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| foto di Mindy Ashton-Blanke |
Lo so, è triste che queste persone non usino quello stesso tempo a migliorare se stesse, visto che il disagio che dimostrano è rilevante. Quanto tempo si può impiegare a vedere tutti i video, leggere tutti i commenti, controllare tutti i miei account, le mie foto, i miei contatti, i miei username in rete? Non ce l'avrei fatta nemmeno io con il mio idolo adolescenziale... Questo rivela delle frustrazioni enormi e patologiche.
Più io dimostro positività, più la loro frustrazione aumenta e sono stimolate ad agire in negativo. Ancora una volta, comunque, non è un'invidia ossessiva basata su dati oggettivi, perchè non serve né essere più belli e più ricchi, basta che conoscano un vostro punto vulnerabile, se non è l'autostima, per esempio, può essere uno svantaggio economico che permette a queste persone di mettervi a disagio e così trovare momentaneo sollievo alle loro frustrazioni.
La parola che descrive questo tipo di comportamento quando è perpetrato da più persone insieme sarebbe mobbing e, secondo wikipedia, è comprovato che porti chi ne è vittima a malattie e, in casi gravi, addirittura al suicidio. Il sito antimobbing.com, invece, specifica che è attuato da un gruppo contro vittime in genere come gli ultimi arrivati, i più deboli o le persone più capaci e ambiziose della media (il bullismo ne è una tipologia e si attua tra minorenni in genere).
Ebbene, come comportarsi? Smettere di essere reperibili, ricercabili, di respirare e di fare le cose che vi piacciono e che fate con passione? Purtroppo questo risultato farebbe piacere a chi innesca questi meccanismi, quindi non è la risposta migliore. E' tipico, per esempio, pensare 'allora facevo bene a nascondermi!' e invece è proprio l'esatto contrario perché una reazione, positiva o negativa, se c'è è sempre un sintomo in realtà positivo. Vi dico, non rinunciate ai frutti della vostra positività, della vostra bellezza e del vostro valore solo perché ci sono delle persone con un'anima disturbata che ne vengono infastidite.
Io continuo a ricevere i vostri messaggi positivi e impagabili, in cui so che qualcosa si sta muovendo e che nel mio piccolo ho fatto anche qualcosa per dare un esempio positivo agli altri...
Mi sento, infine, di introdurre un'altra tipologia di attacco energetico che si attua spesso nei confronti di chi ha subito delle ferite alla propria autostima, ovvero il narcisismo patologico o perverso. A differenza del mobbing (che spesso è innescato in connivenza con altri da persone affette da narcisismo patologico), questo si attua in un rapporto a due, sentimentale, ma non necessariamente. Può avvenire nell'amicizia, nel lavoro, nella famiglia. Credo sia importante accennarvi perché spesso chi è vittima di mobbing ha una ferita narcisistica che lo porta anche ad essere facile vittima di narcisisti patologici. Il narcisista patologico è spesso maschio, ma non necessariamente.
Una lettura che ultimamente mi è stata molto utile per capire il meccanismo della ferita narcisistica (ovvero del trauma che si può aver subito con attacchi alla propria autostima fin dall'infanzia, magari con genitori ipercritici, abbandoni o rifiuti affettivi) è stato il libro Le donne, il cibo eD... io di Geneen Roth. L'autrice affronta il tema della voce interiore con cui ci autoboicottiamo in maniera chiara e semplice e specifica che spesso la vocina che ci boicotta con messaggi negativi su noi stessi non è nostra, ma ricalca una serie di voci che provengono dai nostri traumi passati.
Il narcisista patologico è un genio nel fare eco alla nostra vocina interiore, a innescare il senso di inadeguatezza. Ci sono fior fior di letture e siti per affrontare i temi che qui ho solo accennato per non ampliare troppo il discorso, ma ricordate, ogni volta che dubitate o vi fanno dubitare di voi stesse, che quel dubbio non nasce da voi e non è vostro, è frutto invece di una patologia altrui e che se voi lo coltivate sarete solo complici di uno stato patologico. Purtroppo non è sempre facile perché sia il mobbing che il narcisismo patologico sguazzano nell'ambiguità e nel confondere la vittima. Chi ne è affetto, infatti, oltre che molto subdolo è anche vigliacco perché fa leva sulle debolezze altrui.
E' un classico, per esempio, che la compagna di un narcisista patologico sia criticata per l'aspetto fisico o il sovrappeso in una manipolazione psicologica che la vittima spesso asseconda, convinta di meritare la critica.
Coltivare la propria autostima, riconoscere il proprio valore, mostrare al mondo la vostra positività è l'unico modo di fare scudo agli attacchi energetici esterni, non con la rigidità né chiudendosi al mondo, ma riuscendo a riconoscere chi è degno di ascolto e condivisione e chi no. Probabilmente in molti casi c'è anche bisogno di un professionista come uno psicanalista che vi aiuti a districare la matassa e nel caso vi fossero legami di dipendenza di qualche tipo (non solo emotiva) dal vampiro energetico di turno sarebbe utile poterli neutralizzare, ma riconoscere il proprio valore è il primo passo.
Sono curiosa di avere i vostri contributi e le vostre impressioni su questo tema. Di seguito vi lascio alcuni testi interessanti che si occupano di questi temi...













Questo è un post non solo molto coraggioso, ma utilissimo, per tutte quelle persone - e sono più di quante si pensi - che sono vittime, in modo più o meno grave, di stalking e atti persecutori. Uno degli aspetti più tristi è che spesso la vittima teme di uscire allo scoperto, di parlare pubblicamente, per un senso di timore e di vergogna. Incredibilmente infatti, come per le vittime di abusi sessuali, chi dovrebbe vergognarsi, cioè il persecutore, riesce a minare l'autostima e l'energia della vittima al punto da fargli credere che, se parlerà, riceverà uno stimma sociale. E' il principio dell'intimidazione. Ma uno degli esiti dello stalking è proprio la paura. Purtroppo una forma tra le più odiose e perverse di un comportamento già di per sé odioso e perverso, è il mobbing familiare. Essere perseguitati da coloro che dovrebbero costituire la base delle sicurezze, un appoggio e un aiuto nella vita, che spesso è difficile, magari per avidità di denaro o per invidia verso chi è più dotato di loro, è quanto di più devastante esista. Nel bel libro di Anna Maria Bernardini De Pace questo è ben spiegato e la letteratura sull'argomento ha ben chiarito come una persona possa avere la vita devastata, fino anche a conseguenze estreme, da comportamenti di questo tipo. Bravissima per questo coraggioso articolo. Nessuno dovrebbe aver paura di parlare, di chiedere aiuto e porre fine a una persecuzione.