Gli attacchi all'autostima del vampirismo energetico



Don't be distracted by criticism. Remember, the only taste of success some people have is when they take a bite out of you! -Leslie (TheStyleSupreme)
foto di Josh Berglund


Salve a tutte...

vi sarete accorte che ho un po' trascurato il blog -e quindi voi- ultimamente (anche se tramite la pagina facebook sono sempre abbastanza attiva). Mi è mancato il blog, anche se i motivi sono stati vari, primo un po' per via della salute, secondo, la serie di attacchi energetici, psicologici e di altra natura da parte di alcune persone che sto vivendo mi hanno portato a concentrarmi su altri pensieri.

In realtà, finora vi ho parlato dell'autostima, ma il fatto di lavorare a coltivare la propria autostima e il proprio benessere pisco-fisico ha anche dei risvolti che in qualche modo mettono alla prova il vostro impegno personale e questi sono gli attacchi energetici dall'esterno. Purtroppo pensare con la propria testa e impegnarsi nelle proprie cose è il mezzo più infallibile per attirare sentimenti negativi altrui. Ovviamente parlo per esperienza personale.

Quando ci si dedica a un blog, a un canale youtube, a una pagina facebook si è consapevoli che, una volta ricevuto un po' di riscontro, inizieranno anche gli attacchi energetici, in pratica di quelli che io definisco vampiri energetici, ovvero persone frustrate e insoddisfatte di se stesse che, consapevolmente o meno, rivolgono la loro frustrazione verso chi li fa sentire inadeguati piuttosto che guardarsi dentro e capire da dove viene il loro senso di inadeguatezza. Il vampiro energetico si nutre dell'energia altrui cercando di minarne l'autostima. Ovviamente è come se attaccassero delle piccole ventose alla vostra energia vitale per cibarsene, anche se la cosa in genere tende a destabilizzare chi subisce l'attacco, ma non risolve la frustrazione di chi lo attua, serve solo a tenerne a bada parzialmente il disagio interiore. I vampiri energetici in rete spesso si manifestano nella forma di haters (letteralmente, 'quelli che ti odiano' o coloro che mettono in atto una denigrazione gratuita e a prescindere), il rovescio della medaglia dei fans in pratica e, se vogliamo, una versione al negativo di questi ultimi. Non è un fenomeno nuovo nato con la rete, ma la rete con la sua possibilità di contatto e anonimato lo fomenta a vari livelli. In casi estremi le persecuzioni sistematiche possono persino trasformarsi in stalking, qualora il persecutore sviluppasse una patologia grave e la vittima fosse particolarmente 'attaccabile', tanto che non è un caso che i personaggi più noti siano spesso vittime di stalking.

Un hater, alla fin fine, riconosce il vostro valore dal momento che lo contrasta perdendoci il proprio tempo. Personalmente, seppure in passato abbia assistito a diverse forme di questo fenomeno in rete, quando lo vedo perpetrato da sconosciuti rimango stupita da tanto disagio, ma non gli do mai tanto peso anche perché una persona che conosce il proprio valore dovrebbe essere in grado di distinguere l'invidia da una critica autentica. Un hater ha in genere pochissimi argomenti e dialettica. A proposito di invidia rimando a questo interessantissimo post a riguardo e, ad ogni modo, ho imparato a capire che il fenomeno hater a volte è persino vantaggioso in quanto aiuta ad aumentare il proprio ranking sui motori di ricerca. Il modo migliore di reagire al troll/hater di turno è evitare di alimentare la polemica, lo si può fare ignorando la persona direttamente o riducendo i suoi pochi argomenti a quel che sono: nulla. Bisogna però saperlo fare senza farsene toccare.


Diverso è il discorso quando l'odio gratuito lo prova una persona che in qualche modo ti conosce e che mette in atto metodi diversi dall'attacco anonimo online, pur magari osservando nel silenzio i tuoi interventi online come forma di ossessione per la tua vita e quindi usando contro di te gli stessi mezzi con i quali comunichi una tua immagine al pubblico e finendo per rovinarti la vita a diversi livelli.

foto di Mindy Ashton-Blanke
Tra i miei più accaniti followers ci sono infatti delle persone che sprecano molto del loro tempo con questo intento e probabilmente in questo momento stanno leggendo anche questo post. Estrapolano quello che gli interessa, di volta in volta, e rigirano la frittata come in quel momento gli è più utile e la usano contro di me in vari modi. Il motivo, visto che non ne hanno altri apparenti, è la pura invidia e uno squilibrio psicologico.

Lo so, è triste che queste persone non usino quello stesso tempo a migliorare se stesse, visto che il disagio che dimostrano è rilevante. Quanto tempo si può impiegare a vedere tutti i video, leggere tutti i commenti, controllare tutti i miei account, le mie foto, i miei contatti, i miei username in rete? Non ce l'avrei fatta nemmeno io con il mio idolo adolescenziale... Questo rivela delle frustrazioni enormi e patologiche.


Più io dimostro positività, più la loro frustrazione aumenta e sono stimolate ad agire in negativo. Ancora una volta, comunque, non è un'invidia ossessiva basata su dati oggettivi, perchè non serve né essere più belli e più ricchi, basta che conoscano un vostro punto vulnerabile, se non è l'autostima, per esempio, può essere uno svantaggio economico che permette a queste persone di mettervi a disagio e così trovare momentaneo sollievo alle loro frustrazioni.


La parola che descrive questo tipo di comportamento quando è perpetrato da più persone insieme sarebbe mobbing e, secondo wikipedia, è comprovato che porti chi ne è vittima a malattie e, in casi gravi, addirittura al suicidio. Il sito antimobbing.com, invece, specifica che è attuato da un gruppo contro vittime in genere come gli ultimi arrivati, i più deboli o le persone più capaci e ambiziose della media (il bullismo ne è una tipologia e si attua tra minorenni in genere).


Ebbene, come comportarsi? Smettere di essere reperibili, ricercabili, di respirare e di fare le cose che vi piacciono e che fate con passione? Purtroppo questo risultato farebbe piacere a chi innesca questi meccanismi, quindi non è la risposta migliore. E' tipico, per esempio, pensare 'allora facevo bene a nascondermi!' e invece è proprio l'esatto contrario perché una reazione, positiva o negativa, se c'è è sempre un sintomo in realtà positivo. Vi dico, non rinunciate ai frutti della vostra positività, della vostra bellezza e del vostro valore solo perché ci sono delle persone con un'anima disturbata che ne vengono infastidite. 


Io continuo a ricevere i vostri messaggi positivi e impagabili, in cui so che qualcosa si sta muovendo e che nel mio piccolo ho fatto anche qualcosa per dare un esempio positivo agli altri... 


Mi sento, infine, di introdurre un'altra tipologia di attacco energetico che si attua spesso nei confronti di chi ha subito delle ferite alla propria autostima,  ovvero il narcisismo patologico o perverso. A differenza del mobbing (che spesso è innescato in connivenza con altri da persone affette da narcisismo patologico), questo si attua in un rapporto a due, sentimentale, ma non necessariamente. Può avvenire nell'amicizia, nel lavoro, nella famiglia. Credo sia importante accennarvi perché spesso chi è vittima di mobbing ha una ferita narcisistica che lo porta anche ad essere facile vittima di narcisisti patologici. Il narcisista patologico è spesso maschio, ma non necessariamente.


Una lettura che ultimamente mi è stata molto utile per capire il meccanismo della ferita narcisistica (ovvero del trauma che si può aver subito con attacchi alla propria autostima fin dall'infanzia, magari con genitori ipercritici, abbandoni o rifiuti affettivi) è stato il libro Le donne, il cibo eD... io di Geneen Roth. L'autrice affronta il tema della voce interiore con cui ci autoboicottiamo in maniera chiara e semplice e specifica che spesso la vocina che ci boicotta con messaggi negativi su noi stessi non è nostra, ma ricalca una serie di voci che provengono dai nostri traumi passati.


Il narcisista patologico è un genio nel fare eco alla nostra vocina interiore, a innescare il senso di inadeguatezza. Ci sono fior fior di letture e siti per affrontare i temi che qui ho solo accennato per non ampliare troppo il discorso, ma ricordate, ogni volta che dubitate o vi fanno dubitare di voi stesse, che quel dubbio non nasce da voi e non è vostro, è frutto invece di una patologia altrui e che se voi lo coltivate sarete solo complici di uno stato patologico. Purtroppo non è sempre facile perché sia il mobbing che il narcisismo patologico sguazzano nell'ambiguità e nel confondere la vittima. Chi ne è affetto, infatti, oltre che molto subdolo è anche vigliacco perché fa leva sulle debolezze altrui.


E' un classico, per esempio, che la compagna di un narcisista patologico sia criticata per l'aspetto fisico o il sovrappeso in una manipolazione psicologica che la vittima spesso asseconda, convinta di meritare la critica. 


Coltivare la propria autostima, riconoscere il proprio valore, mostrare al mondo la vostra positività è l'unico modo di fare scudo agli attacchi energetici esterni, non con la rigidità né chiudendosi al mondo, ma riuscendo a riconoscere chi è degno di ascolto e condivisione e chi no. Probabilmente in molti casi c'è anche bisogno di un professionista come uno psicanalista che vi aiuti a districare la matassa e nel caso vi fossero legami di dipendenza di qualche tipo (non solo emotiva) dal vampiro energetico di turno sarebbe utile poterli neutralizzare, ma riconoscere il proprio valore è il primo passo.


Sono curiosa di avere i vostri contributi e le vostre impressioni su questo tema. Di seguito vi lascio alcuni testi interessanti che si occupano di questi temi...




10 comments:

  1. emiliashop ha detto...:

    Questo è un post non solo molto coraggioso, ma utilissimo, per tutte quelle persone - e sono più di quante si pensi - che sono vittime, in modo più o meno grave, di stalking e atti persecutori. Uno degli aspetti più tristi è che spesso la vittima teme di uscire allo scoperto, di parlare pubblicamente, per un senso di timore e di vergogna. Incredibilmente infatti, come per le vittime di abusi sessuali, chi dovrebbe vergognarsi, cioè il persecutore, riesce a minare l'autostima e l'energia della vittima al punto da fargli credere che, se parlerà, riceverà uno stimma sociale. E' il principio dell'intimidazione. Ma uno degli esiti dello stalking è proprio la paura. Purtroppo una forma tra le più odiose e perverse di un comportamento già di per sé odioso e perverso, è il mobbing familiare. Essere perseguitati da coloro che dovrebbero costituire la base delle sicurezze, un appoggio e un aiuto nella vita, che spesso è difficile, magari per avidità di denaro o per invidia verso chi è più dotato di loro, è quanto di più devastante esista. Nel bel libro di Anna Maria Bernardini De Pace questo è ben spiegato e la letteratura sull'argomento ha ben chiarito come una persona possa avere la vita devastata, fino anche a conseguenze estreme, da comportamenti di questo tipo. Bravissima per questo coraggioso articolo. Nessuno dovrebbe aver paura di parlare, di chiedere aiuto e porre fine a una persecuzione.

  1. Miria ha detto...:

    Io sono stata oggetti di attacchi di heaters (in maniera che non mi aspettavo, lo confesso) e per quel che mi riguarda è parecchio difficile mandare giù e far finta di niente... spesso mi chiedo cosa porta una persona ad essere così cattiva dietro l'anonimato di uno schermo... io non proverei mai soddisfazione e compiacimento nell'offendere gratuitamente qualcuno...

  1. Holika ha detto...:

    @emiliashop grazie per le parole

    @Miria, sì ricordo bene. In realtà di haters anche io spesse volte ho avuto esperienza, non solo come blogger, ma anche in altri contesti internettiani. Diciamo che qui, dato anche l'argomento delicato, me lo aspetterei conoscendo il fenomeno da prima e quindi ho preso le mie precauzioni come è visibile (tutto moderato e filtrato, idem su youtube, ho persino disattivato la votazione anonima dei video perché molte persone esprimono la loro negatività anche solo votando con il pollice in giù dato che è anonimo). Se ci sono critiche costruttive, in genere sono facilmente esprimibili con rispetto e non le temo, ma gli hater sono vigliacchi per antonomasia e niente di quello che dicono è utile. Tu per come vedo sei una persona creativa, dolce, gentile e non hai nessun bisogno di sfogarti sugli altri per sentirti 'migliore'. Ci sono maniere costruttive e maniere distruttive. le seconde non portano mai a nulla di buono. Ripeto, in genere il fenomeno hater fa parte di un 'successo' quindi invito a vederlo come tale, una sorta di 'complimento' mal espresso. Ti riconoscono una forza che sentono il bisogno di annientare in maniera sicura. E anche detto cyber bullismo. La cosa migliore, come ripeto, è non dare appigli a queste persone e continuare sulla propria strada. In genere a discuterci ti rigirano la frittata e basta e non porta a nulla.

  1. Fiona ha detto...:

    Purtroppo non c'è niente da fare, quando si vuole per qualsiasi motivo aprire un blog o anche solo entrare a far parte di una community come alcuni forum, ci si presta ad essere criticati, e mica in maniera utile o costruttiva, no, così per sport.
    E' anche questo che mi ha portata a cancellarmi da quasi tutti i forum che frequentavo (ma che sto a commentare a fare se tanto ogni volta c'è qualche deficiente che parte in quarta a darmi contro così, tanto perché quel giorno non ha un tubo da fare?) e anche a continui ripensamenti sull'apertura di un blog. Già è impegnativo riuscire a farsi conoscere perché di blog ce ne sono tanti, se poi uno viene anche colpito a raffica da maldicenze e parolacce, ma gli passa la voglia!
    E' il brutto del web, cioè che tutti possono dire cattiverie a raffica perché tanto sono riparati dallo schermo: tante volte ho risposto a questi personaggi "peccato che non puoi dirmelo in faccia, se no finivi la serata a contare i denti", il bello è che dopo questo tipo di commenti il personaggio in questione spariva per giorni (paura? eh, magari).
    Hai scritto delle cose molto giuste, ammiro anche la forza d'animo che hai perché io penso che avrei reagito peggio, solo che non so se sia meglio esprimersi o ignorarli proprio!

  1. Holika ha detto...:

    carissima grazie mille per il tuo punto di vista. In realtà sicuramente con gli haters la cosa migliore è ignorare e andare avanti a fare la proprie cose con garbo e rispetto. So bene che avere degli hater è sintomo di personalità e -diciamo così- successo in qualche modo. Infatti attaccano solo chi, secondo loro, è in vista. E' un po' una prova di resistenza e finché è nella norma ci sto. Tra l'altro è un fenomeno arginabilissimo nel contesto di un proprio blog (se è altro il discorso dell'ignorare è la cosa migliore). Ho messo insieme il discorso hater perché rientra in un fenomeno di invidia e perché penso che chi frequenta blog sul tema curvy possa averci avuto a che fare e trovavo utile dire la mia e far capire che la critica gratuita non serve a nulla e quindi non è nemmeno tale, è pura invidia e basta. Il mio problema personale, invece, è un discorso di mobbing, quindi più ampio e non lo voglio ignorare al punto a cui è arrivato, perché l'omertà è una forma di connivenza della vittima con coloro che attuano il mobbing. Io arrivo al punto di temere di pubblicare foto o video o post non perché qualcuno mi prenderebbe in giro, ma perché in alcuni casi in passato è stato usato contro di me in maniera lesiva. Questo è quello che posso dire.

  1. Tiziana ha detto...:

    Ciao! mi è oltopiaciuto questo tuo post in cui mi imbatto proprio a fagiolo, dato che in questi giorni mi sono cancellata da un gruppo FBdove sono stata pesantemente attaccata (anche su fatti e problemi personali)in maniera piuttosto vigliacca da un gruppo intero di persone sostanzialmente perchè ho vedute diverse dalle loro su un agomento (il lavoro); ammetto che io purtroppo, essendo impulsiva, non ho lasciato perdere come avrei dovuto e purtroppo ho contribuito ad alimentare la polemica arrivando a calcare i toni. Di modo che alla fine sono stata fatta passare come l'hitler del gruppo, becera cattiva e violenta, quando anche gli altri si sono comportati in maniera a dir poco meschina nei miei confronti.Pensa che ci sono state persone che, solo per aver letto due cose sul mio blog,si sono permesse di dire che non condividono la mia vita, il mio modo di affrontre i miei problemi ecc...ma come si permettono?!
    comunque sia mi sono cancellata e che stiano fra loro a leccarsi il culo (scusa il linguaggiio), personalmente la prossima volta starò più attenta.

  1. Fede ha detto...:

    ho fatto bene a leggere questo post con calma e tranquillità perchè tocca tanti, troppi tasti per poter essere commentato velocemente.
    devo dire che ritengo sia un post coraggioso questo. coraggioso perchè è chiaramente rivolto a chi ha cercato di demolirti.
    coraggioso perchè non se ne parla mai abbastanza, ed anzi, si rischia di sembrare deboli se si parla troppo degli attacchi.
    ma scrivere e riflettere di questi argomenti ha valore terapeutico secondo me: "la vittima" si rafforza, l'hater, il vampiro invece forse si seda, vedendo una forza ed una luce brillante provenire dalla sua vittima. luce che lo induce, secondo me, a dirigersi altrove, dove la "fatica" di demolire è sicuramente minore.
    lo spero almeno.

    che dietro certi comportamenti ci sia un atteggiamento quantomeno frustrato, se non malato, è chiaro.
    e se si svolge tutto via web secondo me è anche più facile difendersi.
    il problema vero nasce quando i vampiri, gli invidiosi, i malati, i cattivi (si, perchè ce ne sono!) sono nella nostra vita: non li abbiamo scelti, non possiamo liberarcene "fisicamente" (per intenderci: se fossero un parente, un fratello, un genitore non potremmo scegliere se frequentarli o meno). allora, ed è la strategia che mi ha permesso di sopravvivere, anzi, di vivere, dobbiamo chiuderci in una bolla e circondarci delle persone che ci aiutano davvero (non dico che ci adulino), che ci amino a prescindere, che gioiscano con noi e per noi.
    il tutto accompagnato da una ricerca interiore sempre fervida, attenta, mai dormiente, che ci aiuti a chiederci sempre il perchè dei nostri gesti e comportamenti...

    avrei tante cose ancora da dire ma credo di potermi fermare qui.
    grazie per quanto hai scritto.

  1. Holika ha detto...:

    grazie a te per il tuo commento attento. Per quanto riguarda la tua considerazione sui vampiri energetici che possiamo avere nella nostra vita, io non credo che un parente (a meno che non si sia minorenni) lo si debba subire solo in virtù del fatto che è tale. Una delle mie bibbie è la Bhagavad Gita, il vangelo hindu, che io leggo in questo senso personale: quando è per il nostro bene non c'è legame -anche di sangue- che regga! E la nostra battaglia personale va sempre combattuta, la ritirata non è onorevole. Nessuno è costretto a bere il veleno...

  1. Fede ha detto...:

    lo so, lo so, non credo che i legami di sangue possano tenerci legati. non vogliono dire nulla se non sono corredati da amore reciproco.
    ma se si è costretti a vivere col carnefice, non si può fare molto. credimi.
    d'altronde devo anche ringraziare (Qualcuno? o soprattutto me stessa?) di essere nata con una forza interiore molto grande, risore e modi di risollevarmi che non credevo razionalmente di avere.
    ma proprio quando veniamo messi alla prova facciamo vedere veramente chi siamo, giusto?

    grazie di nuovo per aver parlato di certi argomenti con forza ma anche delicatezza.
    spero che anche tu riesca a fronteggiare le negatività.
    certo, siamo umani: le debolezze esistono. ma non ci devono sopraffare. dobbiamo accettarle e saperle poi emttere da parte.
    buona serata marged!

  1. Holika ha detto...:

    non voglio parlare qui di situazioni personali ma ti assicuro che da bambina sono stata costretta (e non solo io) a subire la presenza di una persona nefasta, che è anche alla base del mio modo di vivere il mio fisico nell'adolescenza. Un certo tipo di persone è anche molto brava a farti credere di avere bisogno del legame, lo so bene, ma il mio istinto, fin da piccola, è stato di rifiuto del messaggio negativo che ne ricevevo. L'importante è costruire dentro di sé una consapevolezza e una individualità chiara. Il fatto di amarmi nonostante questa persona e altre situazioni è per me frutto di grande forza e questo lo devo solo a me stessa. Però altre persone hanno reagito in modo molto più tragico...

 
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