sabato, dicembre 03, 2011

Gli attacchi all'autostima del vampirismo energetico


Don't be distracted by criticism. Remember, the only taste of success some people have is when they take a bite out of you! -Leslie (TheStyleSupreme)
foto di Josh Berglund



Salve a tutte...

vi sarete accorte che ho un po' trascurato il blog -e quindi voi- ultimamente (anche se tramite la pagina facebook sono sempre abbastanza attiva). Mi è mancato il blog, anche se i motivi sono stati vari, primo un po' per via della salute, secondo, la serie di attacchi energetici, psicologici e di altra natura da parte di alcune persone che sto vivendo mi hanno portato a concentrarmi su altri pensieri.

In realtà, finora vi ho parlato dell'autostima, ma il fatto di lavorare a coltivare la propria autostima e il proprio benessere pisco-fisico ha anche dei risvolti che in qualche modo mettono alla prova il vostro impegno personale e questi sono gli attacchi energetici dall'esterno. Purtroppo pensare con la propria testa e impegnarsi nelle proprie cose è il mezzo più infallibile per attirare sentimenti negativi altrui. Ovviamente parlo per esperienza personale.

Quando ci si dedica a un blog, a un canale youtube, a una pagina facebook si è consapevoli che, una volta ricevuto un po' di riscontro, inizieranno anche gli attacchi energetici, in pratica di quelli che io definisco vampiri energetici, ovvero persone frustrate e insoddisfatte di se stesse che, consapevolmente o meno, rivolgono la loro frustrazione verso chi li fa sentire inadeguati piuttosto che guardarsi dentro e capire da dove viene il loro senso di inadeguatezza. 

Il vampiro energetico si nutre dell'energia altrui cercando di minarne l'autostima. Ovviamente è come se attaccassero delle piccole ventose alla vostra energia vitale per cibarsene, anche se la cosa in genere tende a destabilizzare chi subisce l'attacco, ma non risolve la frustrazione di chi lo attua, serve solo a tenerne a bada parzialmente il disagio interiore. I vampiri energetici in rete spesso si manifestano nella forma di haters (letteralmente, 'quelli che odiano' o coloro che mettono in atto una denigrazione gratuita e a prescindere), il rovescio della medaglia dei fans in pratica e, se vogliamo, una versione al negativo di questi ultimi. Non è un fenomeno nuovo nato con la rete, ma la rete con la sua possibilità di contatto e anonimato lo fomenta a vari livelli. In casi estremi le persecuzioni sistematiche possono persino trasformarsi in stalking, qualora il persecutore sviluppasse una patologia grave e la vittima fosse particolarmente 'attaccabile', tanto che non è un caso che i personaggi più noti siano spesso vittime di stalking.

Un hater, alla fin fine, riconosce il vostro valore dal momento che lo contrasta perdendoci il proprio tempo. Personalmente, seppure in passato abbia assistito a diverse forme di questo fenomeno in rete, quando lo vedo perpetrato da sconosciuti rimango stupita da tanto disagio, ma non gli do mai troppo peso, anche perché una persona che conosce il proprio valore dovrebbe essere in grado di distinguere l'invidia da una critica autentica. Un hater ha in genere pochissimi argomenti e dialettica. A proposito di invidia rimando a questo interessantissimo post a riguardo e, ad ogni modo, ho imparato a capire che il fenomeno hater a volte è persino vantaggioso in quanto aiuta ad aumentare il proprio ranking sui motori di ricerca. Il modo migliore di reagire al troll/hater di turno è evitare di alimentare la polemica, lo si può fare ignorando la persona direttamente o riducendo i suoi pochi argomenti a quel che sono: nulla. Bisogna però saperlo fare senza farsene toccare.

Diverso è il discorso quando l'odio gratuito lo prova una persona che in qualche modo ti conosce e che mette in atto metodi diversi dall'attacco anonimo online, pur magari osservando nel silenzio i tuoi interventi online come forma di ossessione per la tua vita e quindi usando contro di te gli stessi mezzi con i quali comunichi una tua immagine al pubblico e finendo per rovinarti la vita a diversi livelli.

foto di Mindy Ashton-Blanke
Tra i miei più accaniti followers ci sono infatti delle persone che sprecano molto del loro tempo con questo intento e probabilmente in questo momento stanno leggendo anche questo post. Estrapolano quello che gli interessa, di volta in volta, e rigirano la frittata come in quel momento gli è più utile e la usano contro di me in vari modi. Il motivo, visto che non ne hanno altri apparenti, è la pura invidia e uno squilibrio psicologico.

Lo so, è triste che queste persone non usino quello stesso tempo a migliorare se stesse, visto che il disagio che dimostrano è rilevante. Quanto tempo si può impiegare a vedere tutti i video, leggere tutti i commenti, controllare tutti i miei account, le mie foto, i miei contatti, i miei username in rete? Non ce l'avrei fatta nemmeno io con il mio idolo adolescenziale... Questo rivela delle frustrazioni enormi e patologiche.


Più io dimostro indifferenza, più la loro frustrazione aumenta e sono stimolate ad agire in negativo. Ancora una volta, comunque, non è un'invidia basata su dati oggettivi, perchè non serve né essere più belli, bravi o più ricchi, basta che conoscano un vostro punto vulnerabile, se non è l'autostima, per esempio, può essere uno svantaggio economico che permette a queste persone di mettervi a disagio e così trovare momentaneo sollievo alle loro frustrazioni.


La parola che descrive questo tipo di comportamento quando è perpetrato da più persone insieme sarebbe mobbing e, secondo wikipedia, è comprovato che porti chi ne è vittima a malattie e, in casi gravi, addirittura al suicidio. Il sito antimobbing.com, invece, specifica che è attuato da un gruppo contro vittime in genere come gli ultimi arrivati, i più deboli o le persone più capaci e ambiziose della media (il bullismo ne è una tipologia e si attua tra minorenni in genere).


Ebbene, come comportarsi? Smettere di essere reperibili, ricercabili, di respirare e di fare le cose che vi piacciono e che fate con passione? Purtroppo questo risultato farebbe piacere a chi innesca questi meccanismi, quindi non è la risposta migliore. E' tipico, per esempio, pensare 'allora facevo bene a nascondermi!' e invece è proprio l'esatto contrario perché una reazione, positiva o negativa, se c'è è sempre un sintomo in realtà positivo. Vi dico, non rinunciate ai frutti della vostra positività, della vostra bellezza e del vostro valore solo perché ci sono delle persone con un'anima disturbata che ne vengono infastidite. 


Io continuo a ricevere i vostri messaggi positivi e impagabili, in cui so che qualcosa si sta muovendo e che nel mio piccolo ho fatto anche del mio per dare un esempio agli altri... 


Mi sento, infine, di introdurre un'altra tipologia di attacco energetico che si attua spesso nei confronti di chi ha subito delle ferite alla propria autostima,  ovvero il narcisismo patologico o perverso. A differenza del mobbing (che spesso è innescato in connivenza con altri da persone affette da narcisismo patologico), questo si attua in un rapporto a due, sentimentale, ma non necessariamente. Può avvenire nell'amicizia, nel lavoro, nella famiglia. Credo sia importante accennarvi perché spesso chi è vittima di mobbing ha una ferita narcisistica che lo porta anche ad essere facile vittima di narcisisti patologici. Il narcisista patologico è spesso maschio, ma non necessariamente.


Una lettura che ultimamente mi è stata molto utile per capire il meccanismo della ferita narcisistica (ovvero del trauma che si può aver subito con attacchi alla propria autostima fin dall'infanzia, magari con genitori ipercritici, abbandoni o rifiuti affettivi) è stato il libro Le donne, il cibo eD... io di Geneen Roth. L'autrice affronta il tema della voce interiore con cui ci autoboicottiamo in maniera chiara e semplice e specifica che spesso la vocina che ci boicotta con messaggi negativi su noi stessi non è nostra, ma ricalca una serie di voci che provengono dai nostri traumi passati.


Il narcisista patologico è un genio nel fare eco alla nostra vocina interiore, a innescare il senso di inadeguatezza. Ci sono fior fior di letture e siti per affrontare i temi che qui ho solo accennato per non ampliare troppo il discorso, ma ricordate, ogni volta che dubitate o vi fanno dubitare di voi stesse, che quel dubbio non nasce da voi e non è vostro, è frutto invece di una patologia altrui e che se voi lo coltivate sarete solo complici di uno stato patologico. Purtroppo non è sempre facile perché sia il mobbing che il narcisismo patologico sguazzano nell'ambiguità e nel confondere la vittima. Chi ne è affetto, infatti, oltre che molto subdolo è anche vigliacco perché fa leva sulle debolezze altrui.


E' un classico, per esempio, che la compagna di un narcisista patologico sia criticata per l'aspetto fisico o il sovrappeso in una manipolazione psicologica che la vittima spesso asseconda, convinta di meritare la critica. 


Coltivare la propria autostima, riconoscere il proprio valore, mostrare al mondo la vostra positività è l'unico modo di fare scudo agli attacchi energetici esterni, non con la rigidità né chiudendosi al mondo, ma riuscendo a riconoscere chi è degno di ascolto e condivisione e chi no. Probabilmente in molti casi c'è anche bisogno di un professionista come uno psicanalista che vi aiuti a districare la matassa e nel caso vi fossero legami di dipendenza di qualche tipo (non solo emotiva) dal vampiro energetico di turno sarebbe utile poterli neutralizzare, ma riconoscere il proprio valore è il primo passo.


Sono curiosa di avere i vostri contributi e le vostre impressioni su questo tema. Di seguito vi lascio alcuni testi interessanti che si occupano di questi temi...