mercoledì, settembre 14, 2011

Vintage Festival di Padova - un resoconto

con il consigliere comunale Cristina Toso, 
in tenuta rigorosamente vintage
Conferenza stampa del Vintage festival di Padova
con il vice sindaco Ivo Rossi

La città di Padova, per il secondo anno consecutivo ha ospitato una manifestazione dedicata alla moda vintage, con buon successo di pubblico (30.000 visitatori in tre sole giornate), dal 9 all'11 settembre 2011. Ho preso parte con piacere alla conferenza stampa, seppure non abbia avuto modo di essere all'inaugurazione. L'ufficio stampa, comunque, ha lavorato davvero bene devo dire. Uno dei punti a sfavore è stato certamente il clima umido e caldo di questi giorni, forse non adatto a una manifestazione al chiuso, seppure in ambiente climatizzato (la cosa non ha aiutato molto e girare per gli stand è stata davvero una fatica, spero davvero che se si dovesse ripetere l'anno prossimo verrà posticipata di un paio di settimane almeno). Non nascondo che con meno caldo avrei assistito a più eventi volentieri e sono certa che avrei avuto anche più pazienza a scovare qualche meraviglia vintage in più.

Il centro S. Gaetano, situato nell'ex tribunale in centro a Padova, sembra uno spazio unico e privilegiato e sarebbe bello vedervi altre iniziative analoghe, anche se in precedenza ho avuto esperienze deludenti in questo contesto, compreso il bar al pianoterra, poco e mal fornito e con servizio non proprio impeccabile. Di invidiabile offre solo la posizione, se potete fate un paio di passi e preferite uno dei bar vicini piuttosto.

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Detto questo, l'iniziativa in sé è risultata molto interessante, ricca di eventi e spunti culturali e anche -per fortuna- frivoli, come i workshop gratuiti di personalità del mondo del fashion, di cui alcuni davvero attraenti (ho assistito a quello con Carla Gozzi, su cui farò presto un dettagliato post a parte), il concorso per l'outfit vintage migliore -con viaggio premio a Londra- eventi musicali, party su invito, mostre connesse come quella sulla moda dal Giappone, o quella di arte contemporanea dedicata agli anni '70 in Italia e via dicendo. 

Tuttavia il festival del vintage è in definitiva una mostra mercato di moda e oggetti, appunto, definibili vintage.

Ma cos'è, dunque, il vintage? Certo non significa, per un oggetto, essere 'usato' o, genericamente, vecchio. Il vintage deve, sì, risalire a una ventina di anni prima almeno (e non essere ancora antico, in realtà), ma può non essere mai stato usato, per esempio, e deve rappresentare una sorta di oggetto di culto, quindi avere un suo valore acquisito, rappresentato dallo stile dell'epoca a cui appartiene con un certo standard di qualità. Non è un caso se il termine vintage è la corruzione del termine francese vendange, vendemmia, perché come i vini d'annata l'oggetto vintage acquista valore con il tempo e con il contesto culturale in cui è inserito. Per questo, a differenza del normale 'usato', il vintage può avere anche costi alti a livelli di collezionismo.

Insomma, acquistare un oggetto vintage può rappresentare un investimento vero e proprio, senza contare che possedere (e ancora di più indossare) un oggetto con una 'storia' ha tutto un suo fascino particolare. Da qualche anno a questa parte, inoltre, la moda strizza l'occhio in maniera decisa ai decenni andati, come gli anni '40, '50, '60, '70 e ora anche '80. Molti capi riprendono esattamente le fogge del periodo, ma non c'è niente di meglio che possedere (o indossare) qualcosa di autentico dell'epoca e qui entra in ballo il mercato del vintage!

Facendo un giro nella mostra mercato del festival ci si accorge, però, che spesso il limite di demarcazione tra vintage e vecchio non è sempre chiaro e netto. Viene da pensare che vintage sia un modo, talvolta, per dare valore e dignità a qualcosa che sia semplicemente impolverato. Questo, spesso, è distinguibile da chi se ne intende, sa capire, sa scegliere. 

Alla conferenza stampa è stato ribadito come l'evento volesse focalizzarsi non su un approccio nostalgico, rappresentato da realtà come i mercatini delle pulci o dell'usato, ma un approccio modernista, di riciclo delle risorse e di rivalutazione del passato nel futuro e per questo privilegiava espositori di un certo livello. Un aspetto encomiabile, per esempio, è stato quello di sottolineare come il vintage sia un modo ecologico per reinvestire in risorse riciclabili.

Ma vogliamo mettere la soddisfazione di trovare un 'tesoro' tra le cianfrusaglie nei mercatini della domenica? O di fare un affare per pochi soldi per qualcosa che piace? Non nego il valore del vintage fintanto che lo abbia, ma spesso mi chiedo come il profano possa determinare l'effettivo valore di un oggetto definito vintage. 

Il mio periodo più vintage è stato sicuramente nella post adolescenza, in cui portavo una 46/48 e nei mercatini trovavo veramente cose carine anni '60 e '70 per poche lire (non c'era ancora l'euro) e la cosa che mi entusiasmava era la ricerca dell'affare e dell'oggetto unico.

Direi che ormai il vintage è una moda e una filosofia di vita e molti lo adottano come marchio di fabbrica. Pensiamo ad alcuni cantanti, per esempio, come i nostri Giuliano Palma e Nina Zilli, o le straniere Adele e Caro Emerald. Spesso la musica ha riferimenti vintage quanto poi lo stile dell'artista. Un accenno positivo per le plus size: pare che esserlo si presti particolarmente per lo stile retro '40 e '50 vedendo queste artiste, si deduce che dia senza dubbio un tocco glamour alle curve. Al festival ho visto molte persone pettinate e vestite in stile vintage, ma a Padova ne vedo molto meno per strada e questo mi intristisce, perché sembra talvolta che qui si aspetti l'evento per adeguarsi, invece di seguire il proprio gusto personale e di divertirsi con la moda. Complimenti al festival, però, che per qualche giorno ha diffuso questa febbre in una città dove spesso si rischia poco con la moda e si tenderebbe a confondere il prezzo di un capo con il gusto. Non vedo l'ora di assistere al prossimo Vintage Festival a Padova.

E voi cosa ne pensate? Qualcuna è poi venuta a fare un giro o in generale ha la passione del vintage?



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